Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <132>
immagine non disponibile

132
Ubri 0 fwrtmliéH
k limitata portola Manfredonia delle latto poJlileMc*c.all, eati tUumm Io stasa autora* hanno rc*o dimoilo l'impresa, lri)Mrdrudu quel In trai (misuri di più ampia raspér che si sarebbe potuta avere, sltidiando centri più Importasti più IVIUMII dnlU prtn-iaeia, tuttavia i- pur merito ilei Magno l'aver chiarito e giustificalo eBeuri*utm*at* le mmAi-tuoni obiettivo che Impresterò quel cono a non un altro alla vlerad di Manfredonia.
PAOLA Pusctti
ADAUWrro NASCI MUgNC, 7/ movimento operaio in Italia* La questione torial* a Milano dal 1890 al 1900 prefazione di Arturo Colombo; Milano, Qaalpiao-GoJiardioa, 1972 in 8 pp. 236. JL 3.500.
L'autore, per studiare in profondila U movimento operaio italiano, ha fiatato 1 limili geografici cronologici espressi dal sottotitolo, limiti ocelli con opportunità perché ODO molto indicativi. Milano, infatti, fa il termometro del rivolgimento economico e odale operato dall'indù* trini izza onc, fa il eentro in cui per primo Venne n formarli un ceto operaio di una certa consistenza e vi ai manifestarono, in modo pia scnsìbUe che altrove, (ulte le conseguenze. Il perìodo è cruciale, segna un passaggio nell'evoluzione del movi­mento e porta con sé quei fenomeni complessi e interewantisaiini delle epoche di tronfi-sione. Lo scontro tra la classe dirigente e quella proletaria sarebbe scoppiato con dramma-liei violenza nel secolo XX, ma fa nell'ultimo scorcio dell'Ottocento che ai avvertirono i sìntomi ed apparvero le prime avvisaglie; gravissime quelle del "98. Pressappoco uno al 1880 circa non esisteva una vera e propria classe operaia; le stesso sue so ri ri ri noi svolge­vano un'attività di previdenza e di mutuo soccorso. Fa poi, verso l'ultimo decennio* quando la struttura capitalistica andò imponendosi, che esse assunsero anche compiti di tutela degli interessi del gruppo che rappresentavano e si accinsero ad organizzarne la resistenza. Fa allora che gli scioperi divennero più numerosi, meno sporadici e disorganici; fu allora che gli operai cominciarono ad avere coscienza étl loro peso numerico e a servirsene per riven­dicare il diritto a una vita più agiata.
Se Milano e l'ultimo decennio del secolo sono i poli su cui ai accentra questo studio, non si può dire però che l'indagine resti tanto circoscrìtta. Essa si allarga anche ad altri contri industriali italiani e si spinge a considerare margini di tempo più ampi, cosicché il lavoro ha un respiro o un interesse nazionali.
L'autore inizia delineando il progredire dell'industria, la richiesta di mano d'opera, l'emigrazione verso le città, le condizioni di lavoro e di vita degli operai. Dopo premesse chiare e ben definite passa a indagare i problemi che scaturiscono dalla congiuntura, l'in­quietudine delle masse, la loro tendenza a riunirsi per sostenere lo rivendicazioni, l'inter­vento di correnti politiche, la fondazione della Camera del lavoro nel 1891 e, un anno dopo, del partilo socialista italiano, i congressi, gli scioperi, le lolle. Un esame attento egli riserva ali atteggiamento del governo, dei partiti, dell'opinione pubblica, degli imprenditori. Anche il pensiero della Chiesa, in particolare nell'enciclica /forum novarum e dei cattolici ricevono U giusto rilievo. A tutto questo fanno da sfondo le vicende politiche, amministra* live, economiche e sociali del decennio in questione con le sue difficoltò, i suoi squilìbri, i suoi momenti di crisi. Talvolta l'amore dell'analisi minuta e precisa uno degli aspetti più validi del libro fa balzare questo scenario forse un pò* troppo in pruno piano, cosi da attenuare un poco il risalto dell'assunto dell'opera, però gli giova in chiarezza.
L'indagine ò condotta con molla cura e serietà su documenti di prima mano: la stampa quotidiana e periodica e lo carte rinvenute a Roma presso l'Archivio centrale dello Stato e a Milano presso l'Archivio di Slato, carte utili soprattutto per quanto riguarda l'intervento delle autorità governative e della questura. L'elenco delle fonti e la biblio­grafia, molto abbondante, sono testimonianza dello scrupolo di ricerca e di documentazione dcll'uutore.
La parte migliore e quella analitica, però in generale anche le conclusioni a cui giungo lo studio sono valide. So si può muovere un appunto è quello di avere forse un po' dunen-acato gli influssi stranieri nell'indugi! re le cause di certi fenomeni nostrani* Gli scambi