Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <133>
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MONIQU. Da Taiva-I IVNIU,, i. iwsm tfórfa Corredini et UH origina dm /estua* Jan* la ram fiorentini II Regno (lMi-im), Preface du profcaaeiir R. 0. J. Van Nuffcl; Moatreal.Parie.BruxeUea, Didier, 1978, la 8 pp, 127. S.p.
Il presento libretto non ree un contributo originalo di qualche rilevanza al dibattuto problema dello origini del norionalismo o tanto meno a quello, pili specifico, dei rapporti (ra nazionalismo e fascismo. Si tratta di una svelta e, per lo più, gradevole panoramica avente ad oggetto l'ambiento sodale o enUurale in cui nacque ed operò 11 Rogna, vieto però più attraverso l'esame sommario della provenienza delle posizioni intellettuali dei singoli collaboratori, che sulla base di un'analisi anche solo parzialmente approfondita delle corre-laziooi fra quell'ambiente stesso, il carattere del movimento creatosi intomo alla rivista) fiorentina* a il più generale clima politico ed economico predominante in quegli anni in Italia, D pregio e l'utilità maggiori dell'opera stanno così nei numerosi scansi di collabo* latori e minori ed in alcuni particolari, spesso da altri autori, scarsamente rilevati, che ne emergono.
Non ai può dire, comunque, che questi schizzi, o profili, risultino sempre molto oonv vincenti e ciò anche a causa dell'eccessiva sommarietà con cui sono tracciati persino quando ai tratti di personaggi della cultura non certo scialbi o insignificanti, come ad esempio un Borgcde o un Calderoni. Nel caso poi dei protagonisti, come Corradini, Panini, Prezzolisi, l'autrice tendo troppo spesso ad affidarsi senza batter ciglio a giudizi altrui, con citazioni che molte volte appaiono piuttosto sfuocate. A proposito di Papini e di un suo articolo su Leonardo, citato a testimonianza dell'opera di a xedresscment culture! de l'Italie a effettuata dall allora ancor giovanissimo scrittore fiorentino, ella non esita a far suo, come definitivo, il giudizio di Enzo Palmieri nel suo Giovanni Topini del 1927: 11l Papini ha concorso a questa grande opera di riforma culturale che doveva estendere le sue propaggini in tutti gli strati della vita itt1'*, permeare le nuove generazioni, ispirare la attività più diversa da quella politica a quella teoretica . Dopo di che, passa senz'altro a Campodonico. E che dire poi dell'affermazione, secondo cui Q gusto dell'etica e di un eerto rigore morale del Borgese di quegli anni era due sans do ut e a l'austère Papini dont il prisalt l'ami tic ? Per Io meno qualche maggior precisazione sarebbe stata forse necessaria.
In genere, si può dire che la de Tacye-Hcncn si dimostra un po' troppo propensa a distribuire attestati di benemerenza culturale e politica (nel senso di aver contribuito alla rigenerazione sia politica che culturale dell'Italia) a destra e a manca. A un certo punto risulta così che Giovanni Borclli, personaggio certo non insignificante del primo naziona­lismo, contribuì con la sua penna ed l suoi libri niente di meno che e a la renaissance Bou­tique de l'Italie . Quanto a Corradini, che è al centro della sua analisi, l'autrice appare sino alla fine incerta nel suo giudizio per rifugiarsi, nella pagina conclusiva, in una lunga e fervida citazione di Luigi Russo. Il filo conduttore della sua interpretazione e comunque quello di un Corradini e fasciste avant la lettre , ma il nesso effettivo tra il fondatore del Regno e 11 fascismo rimane sempre nebuloso. Mg
Vanno Infine segnalate due sviste, abbastanza gravi. Dire di Giovanni Amendola che à lorrivcc du foscisme qu"il abhorrait, il se retira de la vie politìque , ò davvero una gaffa imperdonabile nei confronti della memoria di un uomo che pagò con il sacrificio di se stesso proprio il fatto di non essersi ritirato dalla politica dopo In conquista fascista dal potere. Il C Balbino, citato cerne autore di VesperUnsa politica dell'Italia (Firenze. Vallecchi, 1927), ò in realtà, naturalmente, il filosofo e poi ministro Balhino Giuliano.
ALEKTO AOUABONK