Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <521>
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dati dirattamentrtda Garibaldi, perchè la fiducia in Ini, il prestigio della sua presenza, esercitava un fascino meraviglioso sopra di essi, che lo salutavano con acclamazioni entusiastiche per la durata della pugna. Nel 1860 i volontari vinsero sempre se comandati da lui, anche per la sicurezza dei criteri tattici onde egli era ispi­rato, e che non poteva trasfondere in altrij ma per ben quattro volte, invece, non ebbero; ài vantò: della vittoria, perchè Garibaldi assente.
Quando il Dittatore, volendo passare lo Stretto, aveva bisogno di aumentare le sue forze, sì cerco di impedire l'invio in Sicilia ÉftEÈ ultima spedizione, forte di 8900 volontari. Ma si trovò modo di scongiurare così grave danno. Garibaldi, nelle sue memorie, fece aspri. rimproveri; a obi tentò sottrarre le forze indispensabili a lui, che era capo responsabile della condotta della Campagna.
La diversione è uno strategico espediente che suolsi tentare per dividere l'esercito nemico, quando si dispone di molta forza, Lo spiegarono i classici scrittori sull'arte della Guerra. Il Clause­witz ite dà la definizione. H Jomini (Préeis de Vari de la, guerre) nota che la prima condizione la quale può rendere utile la diver­sione, è questa, che essa ricliiegga una quantità di forza di cui l'aggressore può disporre senza indebolire l'attacco principale. Il che corrisponde alla massima dettata da Napoleone I ohe la su­periorità del numero costituisce il fattore più importante del risul­tato di un combattimento . In ogni caso non converrà mai tentare la diversione penetrando in un terzo Stato, che diviene un nuovo nemico E per .finire giova ricordare che dalla dispersione delle forze furono causate le sconfitte nostre del 1848, del 1849 a No­vara ed in Sicilia e quella del 18(16.

Ora conviene accennare brevemente come nel lungo cammino traviato dagli avvenimenti,, U contrasto politico indusse Mazzini .H permettere che si ricorresse a espedienti, che nell'ordine morale non erano certamente degni di lui j di lui autore dei doveri del­l'uomo. Cosi, dopo l'annisthao Saìasco, come dopo là disfatta di Novara, il grido era quello che tutti avevano tradito* Più tardi, quando un vero assassino rtcgfàe Pellegrino Bossi, fe in Roma dif-