Rassegna storica del Risorgimento

<> 1813-1815; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1974>   pagina <190>
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Carlo Verducci
di vasta cultura e di estro poetico; a Parma, aveva stretto vincoli di amicizia col Bodoni, il celebre tipografo;J) infine, dietro interessamento del card. Cesare Brancadoro, era stato chiamato a Fermo per insegnare eloquenza e poesia presso la locale Università.2) Mutato regime politico, il Leone non solo conservò l'in­carico per l'insegnamento nel nuovo Liceo, istituito col Regio Decreto del 2 giu­gno 1808,3) ma fu ritenuto il più proprio a ricoprire la carica di Reggente proprio nell'anno dell'apertura del Liceo.4) Negli anni successivi, l' ottima opi­nione che di lui avevano le pubbliche autorità era tale che, nel settembre del 1813, fu incaricato di stendere la relazione, richiesta dal Direttore generale della Pubblica Istruzione con circolare del 15 maggio 1811, sui costumi, caratteri, opinioni, e pregiudizi dominanti nel Dipartimento.5) Il biografo lo presenta timido di carattere, usato a starsene più fra le tranquillità de' libri che fra i rumori delle armi .6) A questi tratti possiamo da parte nostra aggiungere che il Leone non fu uomo dai saldi convincimenti politici. Desideroso di onori e di titoli accademici, debole di carattere e disposto a continui e ripetuti compro­messi con le autorità,7) si adattò all'uso encomiastico e servile della penna arte questa tanto frequente tra i letterari della sua età e nella quale ec­celsero , tra uno stuolo di imitatori, il Monti il Cesarotti ed il Giordani.8) Il Leone pertanto, in quanto dotato di notevole cultura e di buona capacità di ver­sificazione, poteva rendere il periodico che gli era affidato ora istruttivo col-d'innestarvi notizie di antica storia patria, ora piacevole con ingegnosi versi;9) ed insieme garantiva un'assoluta dipendenza e docilità di giudizio.
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Nella vita del Giornale del Tronto sono chiaramente individuàbili due pe­riodi. Il primo, che va dalla fondazione del giornale fino alla fuga da Fermo del Prefetto Staurenghi in conseguenza dell'occupazione dei tre Dipartimenti meri­dionali del Regno italico da parte del Murat, raccoglie i primi 44 numeri dal 7 marzo 1813 al 5 febbraio 1814: undici mesi densi di avvenimenti internazio­nali e decisivi per le sorti dell'Italia napoleonica. Le corrispondenze del Mo-niteur, del Journal de l'Empire, della Gazette de Trance, del Journal de Paris, del Journal des Débats, del Courrier de Twin ed infine del Giornale Italiano e del Corriere Milanese, editi a Milano, recapitano al lettore del Dipartimento, seppure con un certo ritardo, le notizie provenienti dall'Impero francese e dal­l'Austria, dagli Stati tedeschi, dalla penisola iberica e dall'Inghilterra. Fra tutte, le più frequenti sono quelle trasmesse dal territorio compreso tra il Reno e l'Elba, che rappresentò il teatro principale di tutte le operazioni della campagna del 1813 e sul quale si giocò il destino dell'edificio napoleonico.
i) Ibidem, pp. 8 e 9.
2) Ibidem, p. 10.
3) Ibidem, p. 13.
4) A.S.Fe-F.P.T Busta Pubblica Istruzione, Rubrica Licei.
5) A.S.Fc, F.P.T., Busta Pubblica Istruzione, Rubrica Licei. *) R. DE MINICIS, op. cit, p. 16.
7) lavorò, di volta in volta e senza crearsi problemi di coscienza, alle dipendenze dei Savoia, del governo pontificio e dell'amministrazione napoleonica. Cfr.: R. DE MINICIS. op. cit.
8) V. E, GlUNTELLA, Op. Cit., p. 362,
5) R. DE MINICIS, op. cit., p. 15.