Rassegna storica del Risorgimento

<> 1813-1815; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1974>   pagina <193>
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Il Giornale del Tronto
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stata alleata e quindi mediatrice, si è levata improvvisamente la maschera. Però, il Dio degli eserciti non permetterà che trionfi l'ingiusta causa .!)
Riprese le operazioni militari , la situazione sembra profilarsi subito favo­revole per il grand'esercito . Le cose vanno benissimo si scrive, con l'evi­dente intento di tener alto il morale delle popolazioni; i giovani, chiamati a sostituire i veterani decimati dalle precedenti campagne, danno prova di grande risolutezza; le truppe non mancano di nulla; si ammira la loro fermezza e le loro buone disposizioni; in genere tutto l'esercito si trova in ottimo stato, e abbondantemente provveduto di quanto gli occorre. A conclusione, ecco l'an­nuncio di un'altra grande vittoria l'ultima della campagna 1813 riportata dall'Imperatore il giorno 27 [agosto] in vicinanza di Dresda. I corrieri prove­nienti dal campo di battaglia informano che il nemico era in piena rotta avendo perduto 50 mila uomini. Nel contempo, le perdite francesi sembrano irri­levanti. 2)
Il Moreau, passato al servizio dei coalizzati, ha trovato il castigo del proprio tradimento: ferito mortalmente il 26 agosto, è morto fra i nemici del suo paese .3)
A quella combattuta sui campi di Germania, si aggiunge la guerra psicolo­gica. Alla sistematica esaltazione dell'esercito francese,4) si accompagna la deni­grazione dell'avversario. Dopo la ripresa delle ostilità, è l'Austria ad essere presa di mira con maggior frequenza: l'esercito austriaco è male organizzato, male armato, mal vestito, e soprattutto mal pagato .s)
Ma già all'indomani di Dresda, la situazione si evolve in favore degli eser­citi coalizzati. Per quanto la stampa napoleonica continui a registrare tutta una serie di operazioni brillanti del grand'esercito , in realtà sotto la patina propagandistica è facile scorgere che si tratta di azioni puramente difensive, di attacchi nemici respinti. Appare tra le righe come Napoleone, verso la fine dell'estate del 1813, mirasse a difendersi ed a guadagnar tempo, tanto più che ormai l'Austria aveva congiunto le sue forze con quelle di Russia e Prussia e che l'Inghilterra si preparava a riaprire le ostilità.6) Modlin e Zamosc, le ultime fortezze in terra di Polonia tenute da presidi francesi, continuano a respingere i ripetuti attacchi russi, dando prova della più vigorosa resistenza . E mentre si combatte con alterne vicende sulle rive dell'Elba, sul fronte italiano, il viceré Eugenio è costretto sulla difensiva di fronte alla costante pressione austriaca.7)
Dopo la defezione della Baviera,8) la situazione si fa difficile: occorre per­ciò rinsaldare gli animi, suscitando sentimenti di patriottismo. Il viceré, l'il ot­tobre, dal quartier generale di Gradisca, si rivolge agli abitanti del Regno richia­mando le divisioni e l'oppressione di dodici anni or sono da parte di un ne­mico che per lungo tempo li ha successivamente assoggettati e li esorta a dimostrarsi degni del loro risorgimento .9) All'appello del viceré, fanno
1) Giornale del Tronto, I, 22; 27 agosto 1813.
2) Ibidem, I, 24; 10 settembre 1813.
3) Ibidem, I, 26; 24 settembre 1813.
4) Ibidem, cfr., fra l'altro: I, 27; 1 ottobre 1813.
5) Ibidem, li 26; 24 settembre 1813.
6) V. E. GIUNTELLA, op. eit., pp. 369-370.
7) Giornale del Tronto, I, 28 e 31; 8 e 30 ottobre 1813. *) Ibidem, I, 31; 30 ottobre 1813.
9) Ibidem, I, 30; 22 ottobre 1813.