Rassegna storica del Risorgimento

<> 1813-1815; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1974>   pagina <194>
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Carlo Ver ducei
eco il Giornale Italiano ed il Corriere Milanese con un articolo del 17 ottobre, riportato fedelmente dal Giornale del Tronto, nel supplemento al n. 30. Ne viene fuori un efficace riepilogo celebrativo dell'amministrazione napoleonica. Nessuno di noi ha potuto obbliare ciò che era l'Italia prima che l'Imperatore la rianimasse [...]. Eravamo stati divìsi e non si avea voluto dividerci che per non doverci temere [...]. Tutti gli stabilimenti pubblici si riducevano ad alcune case d'ammaestramento, in cui era permesso d'insegnar tutto, fuorché a pen­sare. Col nuovo governo invece le istituzioni d'insegnamento si sono molti­plicate [...] ; grandi lavori si eseguiscono [...] ; s'aprono canali navigabili [...] ; le nostre città s'abbelliscono . Forse è vero che si fondò minor numero di spe­dali e di stabilimenti di carità ma quanto a vantaggio di tutti non è diminuito il numero di coloro che abbisognano di carità e di spedali dal momento che sono stati dati agli individui di tutte le classi i mezzi di trovar sempre gli agi [...] nel loro travaglio? Per chiudere, un'esortazione ai lettori. Forse le circostanze sono forti, ma noi tutti ben sappiamo che aremo più forti, di loro, se sapremo volerlo .
La mobilitazione investe anche il Dipartimento del Tronto, nel quale già si vanno diffondendo seminatori di zizzanie e fautori del disordine . Il periodico locale fa un pubblico elogio del parroco di Campofilone, pastore animato da virtuosi principi e che sempre ha dato pruove di buona mo­rale; e di fedele sudditanza il quale ha colto l'occasione di una omelia dome­nicale al fine di esortare i fedeli a restar sempre sudditi leali e sottomessi del­l'Imperatore che combatte per << la quiete [e] la tranquillità di tutti.2) Da Fermo, parte per il fronte una compagnia di riserve forte di 142 uomini e l'anonimo cronista annota che sul volto di ciascuno traspariva la buona voglia e l'entusiasmo.3) In risposta al proclama dell'I 1 ottobre del Viceré, il Prefetto, impossibilitato dalla sua qualità di funzionario amministrativo ad armare il braccio , chiede che venga detratto dall'onorario suo e da quello di tutti gli impiegati di prefettura quella parte che a S.A.I. e R. piacesse di applicare alle spese della guerra .4)
Il lettore fermano viene a conoscenza della battaglia di Lipsia quasi a di­stanza di un mese, attraverso alcune corrispondenze riprese dal Moniteur. Come al solito, la descrizione delle tre giornate è minuziosa, e le espressioni ben vagliate* Le difficoltà e le perdite francesi vengono attribuite ad una di quelle circostanze fatali che sovente influiscono sui fatti più importanti ed al tradimento dell'esercito sassone. Purtuttavia, l'esercito francese rimase vitto­rioso ai campi di Lipsia e solo un banale incidente un ponte sull'Elba fatto saltare anzitempo da uno sprovveduto sottufficiale trasformò in disastro una normale ritirata verso Erfurth, ordinata dall'Imperatore per rifornirsi di nomini e mezzi. Cosicché l'esercito francese vittorioso arrivava ad Erfurth [...] come vi arriverebbe un esercito battuto ed avendo perduto la sua attitudine gloriosa . *)
Anche sul settore italiano la situazione sta diventando drammatica. Il 18 ot-
1) Comune che apparteneva al Cantone VII del Primo Distretto, secondo la suddi­visione amministrativa del Dipartimento. Cfr.: M. VENA, op. citi
2) Giornale del Tronto, I, 27; 1 ottobre 1813.
3) Ibidem* I, 30; 22 ottobre 1813.
4) Ibidem, I, 34; 20 novembre 1813.
5) Ibidem, I. 33; 13 novembre 1813.