Rassegna storica del Risorgimento

<> 1813-1815; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1974>   pagina <200>
immagine non disponibile

200
Carlo Verducci
anche per le diverse dimensioni del personaggio, non catalizza più su di sé tutta l'attenzione, come avveniva per Napoleone. Si potrebbe dire che, fermi restando i caratteri di foglio ufficiale, il periodico assume forme più moderne e di più vasto respiro.
Passano in secondo piano le corrispondenze dai fogli francesi (oltre ai già visti Journal de Paris, Moniteur, Journal des Débats, Gazette de France, anche la nuova Quotidienne), mentre acquistano rilievo quelli londinesi (Morning-Chronicle, Times) e viennesi (Gazzetta di Vienna, Osservatore Austriaco) ed il napoletano Monitore delle due Sicilie diventa il giornale-guida. Molte notizie sono altresì riprese dai vari Giornale del Metauro, Gazzetta di Bologna, Gior­nale dell*Arno, Giornale politico di Roma, Giornale del Reno, Messaggero del Tirolo, Osservatore triestino, Nuovo Osservatore (Venezia), Corriere Milanese, Gazzetta di Lugano, Gazzetta di Augusta, Journal de la Belgique...
La prospettiva politica è cambiata. Il Bonaparte è diventato il nemico da combattere; vengono riportati fedelmente i resoconti delle vittorie delle ar­mate alleate, i Quando, tra il 7 ed il 12 febbraio, il Moniteur diffonde le no­tizie di alcune brillanti azioni belliche condotte da Napoleone contro Russi e Prussiani, il periodico fermano non sembra disposto o dar loro molto credito; ad ogni modo, coglie l'occasione per ricordare che le circostanze sono di tale natura da non dover permettere ad alcuna popolazione di farsi illusioni e di abbandonarsi ad una tranquilla confidenza negli attuali avvenimenti .2) Le notizie vere in tutto, o esagerate in parte, che noi riceviamo dai fogli francesi, devono vieppiù dimostrarci la necessità di essere costantemente e sinceramente uniti, onde prima di ogni altra cosa possiamo per sempre sottrarci all'influenza ed al dominio di un Governo, che non è convenuto mai e che non potrà in alcun tempo consentire ai nostra interessi, ai nostri bisogni ed ai nostri costumi .3)
Il tema dell'unità degli intenti e della concentrazione delle forze di tutte le potenze alleate è uno tra i più ricorrenti, per tutto il mese di marzo 4) ed è indice abbastanza significativo di quel dissidio di fondo ingigantito dai repen­tini ed insospettati successi francesi che regnava nel quartier generale degli alleati.5)
Scioltosi con un nulla di fatto il Congresso di Chatìllon, 6> che era stato aperto il tre marzo per lo stabilimento della pace generale ' * e che aveva portato avanti i propri lavori perdurando le alterne vicende degli scontri sui campi di Francia,8) gli alleati, dopo i vantaggi ultimamente ottenuti ,9) rie­scono alfine, presso Arcis-sur-Aube, ad aver ragione delle truppe francesi totalmente indebolite dalle marcie e contromarcie ed entrano in Parigi il 31 marzo, dopo un vivo combattimento seguito nelle vicinanze di quella capitale . 10>
J) Giornale del Tronto, I, 46; 19 febbraio 1814.
2) ìbidem, I, 48; 5 marzo 1814.
*) Ibidem, I, 49; 12 marzo 1814.
4) Cfr., fra l'altro, il n. 1 dell'anno II, datato il 26 marzo 1814.
5) Cfr. E. V. GULICK, op. cit.
è) Cfr. Giornale del Tronto, II, 4; 16 aprile 1814.
7) Ibidem, 1, 49; 12 marzo 1814.
*) Ibidem, I, 50 e II, 1; 19 e 26 marzo 1814.
9) Ibidem, II, 2; 7 aprile 1814.
W) Ibidem, II, 4; 16 aprile 1814.