Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
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1974
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215
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Uesercito pontificio in Umbria 215
Il Mota proprio non faceva cenno alcuno all'organizzazione o riorganizza zione delle forze armate per le qnali, grazie all'opera di Gregorio XVI, venne la riforma e l'incremento negli anni 1831-1832 con il costituirsi di una sufficiente organizzazione dovuta anche all'apporto dei veterani delle campagne napoleoniche. *)
Prima di arrivare alla riforma del giugno 1832 meritano di essere presi in considerazione due altri problemi: l'organizzazione militare del Comitato del Governo provvisorio delle province dell'Umbria e l'armo lamento volontario per le truppe pontificie ausiliarie di riserva del 1831.
I Comitati dei Governo provvisorio, formatisi in Bologna e Ferrara nei primi giorni del febbraio 1831, a pochi giorni dall'elezione di Gregorio XVI, sulla scia delle speranze di libertà suscitate dal movimento costituzionale in Francia e dall'opinione che non vi sarebbe stato in Italia un intervento straniero,2) trovarono in Umbria una immediata corrispondenza e, come è stato recentemente dimostrato, gli echi della rivoluzione occuparono e determinarono l'azione e le discussioni dei liberali umbri negli anni dal '31 al '36.3> Il Bonazzi informa che Perugia non ebbe a pronunciarsi sino al 14 dello stesso mese quando si costituì con credulo assenso del Delegato e del Gonfaloniere Fabrizio Penna > una guardia urbana o nazionale, allo scopo di tutelare l'ordine e la quiete. Ad affrettarne la costituzione, prosegue l'Autore, giunse in quei giorni una lettera della Segreteria di Stato, in cui si ordinava ai delegati ed alle altre autorità di armare tutti i devoti della Santa Sede per impedire o reprimere la ribellione;4) come risultato contrario alle speranze di Roma nacque invece, l'insurrezione ohe ricevette il plauso della Sezione politica di Ravenna e l'invito per i rappresentanti di Perugia alla riunione che si sarebbe tenuta in Bologna il 26 febbraio allo scopo di formare un Governo Provvisorio unico.5)
II Comitato di Perugia rispose prontamente mettendo in luce un problema di non poca importanza: quello della resistenza alle forze che si riunivano a Roma per essere opposte alla rivoluzione e sottolineava come fosse necessario arruolare volontari armati in maniera adeguata.6) La prova di queste difficoltà si rinviene anche in una precisazione del 3 marzo 1831: Ferma sempre rimanendo l'assicurazione data, che è del rutto contraria allo stabilimento dell'attuale governo, ogni idea di coscrizione, la quale in conseguenza non avrà mai luogo,... considerando d'altronde che a sostegno e mantenimento dell'ordine pubblico è pur necessario di disporre della forza dei cittadini , la notificazione stabiliva nel primo articolo la composizione della Guardia Nazionale della provincia di Perugia che doveva essere composta da tutti gli abitanti abili a portare le armi
1) P. DALLA TOBRE, L'opera riformatrice ed amministrativa di Gregorio XVI, Roma, 1948, p. 58.
2) V. LA MANTIA, op. cit., p. 587.
3) E. MORELLI, L'Umbria e Gregorio XVh in Atti dell'VIII Convegno di Studi Umbri, Perugia, 1973, pp. 101-108.
4) L, BONAZZI, Storia di Perugia dalle origini al 1860, Perugia, 1879, 2 voli., voi. II,
pp. 572 sgg.
Sulle vicende del '31, cfr. anche A. MONTESPERELLI, Perugia nel Risorgimento 1830-1860, Perugia, 1959.
5) Archivio di Stato di Perugia (d'ora in avanti abbreviato in ASP), Archivio Delegazione Apostolica (d'ora in avanti ADA), Divisione III, titolo II, busta 1178, fascicolo n. 714, lettera del 21 febbraio 1831.
6) Ibidem, busta 1178, fascicolo 714.