Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
anno <1974>   pagina <216>
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216 Antonello Folco Maurizio Biagini
dall'età di 18 anni fino alli 50 compiuti, esclusi gli ecclesiastici, le autorità governative, giudiziarie ed amministrative, chi poteva addurre giustificato mo­tivo di impedimento, gli agricoltori (se non volontari), gli inquisiti per delitti portanti pene afflittive od infamanti . Nel quarto articolo divideva la Guardia Nazionale in mobile e sedentaria: la prima, composta da quei valorosi, che dichiareranno volontariamente di volersi dedicare, nei bisogni della patria, a questo servizio , sarebbe stata impiegata solo fuori del proprio comune, la se­conda non sarà mai obbligata a prestarsi ad alcun servigio se non che nella città . Seguivano poi varie disposizioni sulla disciplina degli ufficiali (articolo ottavo), la possibile esenzione dal servizio di guardia dietro pagamento di 25 bai nella città e 20 bai negli altri luoghi (articolo sette), il divieto di armare citta­dini non iscritti alla Guardia Nazionale (articolo nove), la consegna da parte dei cittadini di fucili, sciabole ed altri oggetti di armamento militare (articolo un­dici) ed, infine, l'utilizzazione degli studenti dell'Università, dell'Accademia delle Belle Arti del disegno e delle scuole normali che venivano incorporati nella Guardia Nazionale sedentaria. La notificazione era firmata da Giotto Monaldi, Tiberio Borgia, Antonio Cenci, Giuseppe Rosa, aw. Luigi Bartoli, Luigi Meni­cucci. *) Si nota facilmente come la preoccupazione, pur nella pratica innova­trice (si trattava pur sempre di un tentativo volto a cambiare l'ordine costi­tuito), del mantenimento dell'ordine pubblico sia il principio informatore di tutta la disposizione.
Il sogno dei governi provvisori ebbe comunque breve durata anche se il 24 febbraio la prima schiera comandata da Tiberio Ansidei insieme con Fuli-gnati, Spoletini e Ternani sbaragliava a Otricoli un forte corpo di papalini;2) l'altra schiera di Perugini marciava verso Viterbo e Civita Castellana, mentre il gen. Sercognani puntava su Civitavecchia ingolfandosi, però, nelle campagne di Rieti.3)
Dopo gli sconvolgimenti politici del 1831 Gregorio XVI ordinava arruola­menti straordinari ottenendo, in generale, un felice risultato giacché special­mente le province di Comarca, del Patrimonio, di Sabina e di Marittima e Cam­pagna dettero un largo contingente di volontari .4)
Il proemio del bando di arruolamento chiariva immediatamente lo scopo dell'operazione ordinata da Gregorio XVI: la Santità di Nostro Signore vo­lendo dare all'ordine pubblico, ed alla tranquillità generale dei suoi sudditi per via di forza armata tutto quel più fermo sostegno che le circostanze reclamano e che possono permettere, ha decretato provvedervi con le seguenti disposizioni: 1) La Pontificia truppa di linea sarà accresciuta di 8000 uomini col mezzo del­l'arruolamento volontario; 2) chiunque di onesta e civile condizione, il quale ami appartenere alle milizie pontificie, e condurrà nel termine di 20 giorni dalla data della presente in qualsivoglia degli infradescritti luoghi, e consegnerà al comandante della guarnigione 100 idonee reclute, avrà il grado di tenente: lo avrà di capitano chi ne darà 200, di maggiore chi ne darà 600, di tenente colon-
') Ibidem, busta 1178, fascicolo 714, notificazione n. 26.
2) L. BONAZZI, o/i. ci*., p. 575, Così anche un bollettino a stampa del Governo Prov­visorio di Perugia datato 26 febbraio 1831, Ibidem.
3) Sull'azione e sulla figura del gen. Sercognani tir. P. ZAMA. La marcia su Roma del 1831, il gen. Sercognani, Milano, 1931.
*) P. DELLA TOBRB, Materiali per una storia dell'esercito Pontificio, in Rassegna sto­rica del Risorgimento, anno XXVIII, 1941, pp. 6 sgg.