Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
anno <1974>   pagina <218>
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Antonello Folco Maurizio Biagini
Il 25 luglio il Ferri, Delegato apostolico di Perugia, notificava che il Segretario di Stato per agevolare alle comuni il modo di soddisfare l'obbligo imposto di fornire al governo un contributo di reclute ragguagliato in ragione di popola­zione, autorizzò un reclutamento di oziosi raccolti a forza purché atti al ser­vizio militare; come ulteriore facilitazione si accordava una modifica sulla sta­tura minima delle reclute. Sarebbero stati, infatti, accettati quei giovani che, pur avendo l'altezza di quattro piedi e dieci pollici, misurati senza la calzatura, fos­sero di fisico robusto ed in età capace di incremento di statura , egualmente quelli che quantunque in età non molto suscettibile di accrescimento in al­tezza avessero la statura non minore di quattro piedi e undici pollici, senza la calzatura, purché con i requisiti necessari al servizio. *)
E interessante notare come il problema della statura si riproponga con­tinuamente nei bandi di arruolamento e nelle circolari. Ciò permette di formu­lare un'ipotesi: l'esercito pontificio traeva i fondamenti della sua organizzazione strutturale dai canoni degli eserciti stranieri e, soprattutto, da quello francese dove, evidentemente, il quoziente della statura minima necessario per essere ar­ruolati, era maggiore grazie anche alla diversa situazione socio-economica.2)
L'abbondanza del carteggio con richiesta di proroghe da parte di quasi tutte le città e paesi dell'Umbria dimostra inequivocabilmente lo scarso successo che avevano i richiami governativi tanto che il Governo si vide costretto ad imporre ai Comuni una tassa detta di -redenzione ammontante a venti scudi per ogni recluta non consegnata entro il 15 ottobre;3' persistendo il Comune nella non soddisfazione dei propri obblighi la tassa aumentava di dieci scudi per ogni recluta.4) Il 15 agosto 1831, per esempio, il Comune di Perugia era debitore di sessantadue reclute dovendone in totale sessantanove ed avendone consegnate solo sette; sempre per quanto riguarda Perugia circa un mese prima il vescovo Filesio aveva scritto al Gonfaloniere dando assicurazione che avrebbe invitato i parroci a collaborare nell'opera di reclutamento.5) Comunque sia, nel mese di settembre in Umbria si era arrivati a radunare 204 reclute così ripartite: Pe­rugia 31, Foligno 29, Todi 33, Assisi 22, Città di Castello 18, Città della Pieve 3, Gualdo Tadino 15, Nocera 9, Fratta 7, Deruta 3, Castiglion del Lago 13, Ma­gione 8, Lisciano 2, Spello 11.6) L'ostilità alla coscrizione diffusa in genere tra coloro che avevano un lavoro, si trasformava in petizioni e richieste di arruola­mento da parte di quelli che non avevano altri mezzi per vivere. Il vescovo di Città di Castello raccomandava, infatti, l'assunzione di sette giovani della pro­pria Diocesi nonostante questi avessero con le armi partecipato alla cessata rivolta : lo avevano fatto non per convinzione quanto per mancanza di altri
i) Circolare del Delegato apostolico Ferri del 25 luglio 1831, Ibidem, busta 1178, cartella Perugia, foglio 4696.
2) Ancora nel 1848 fu tradotta una sintesi delle norme militari francesi, vedi: Ser­vizio interno della truppa d'Infanteria, tradotto dal francese, in Bologna, 1848, presso l'editore G. Monti nel Mercato dì Mezzo.
3) Ricordiamo che il termine perentorio era stato già fissato per il 27 giugno e cioè tre mesi e 20 giorni prima.
4) Circolare n. 5277, Roma 13-9-1831, ASP, ADA, busta 1178, cartella Disposizioni generali; cosi anche nella busta 1179.
5) Archivio storico del Comune di Perugia (d'ora in avanti ASCP), Amministrativo, perìodo 1817-1859, busta 32, 2.
6) ASP, ADA, busta 1179, cartella Perugia, da un riepilogo generale della Segreteria del Delegato apostolico.