Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
anno <1974>   pagina <219>
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Vesercito pontificio in Umbria 219
mezzi di sussistenza.X) Il Ferri dal canto suo provvedeva a raccomandarne l'as­sunzione alla Presidenza delle Armi affermando che bramerebbe fossero co­storo tolti dall'ozio e provveduti di mezzi per vivere, giacché appunto per man­canza di questi mezzi presero addietro servizio .2) A queste richieste il Presi­dente delle Armi rispondeva in maniera netta e precisa: qualunque sia stata la causa che indusse i sette individui notati nel foglio di V.S. Ill.ma e Rev.ma a prendere servizio con le orde ribelli non può essere gius ti ficaia, tanto più che attivamente servirono, marciando contro le truppe pontificie. È perciò che il Segretario di Stato ne ha escluso assolutamente l'arruolamento non volendo che gente di tal fatta sia aggregata in alcun modo alla truppa . 3> Non meno chiaro ed esplicito era il punto di vista espresso dal Governatore di Città di Castello al Delegato apostolico di Perugia in occasione dell'arruolamento volontario delle truppe di linea del 1838 specie per quanto riguardava il rapporto tra la forza armata o milizia e popolazione; in ordine, soprattutto, al problema sempre drammatico del pane quotidiano, in un momento di così gravi turbamenti poli­tici e del conseguente ristagno delle iniziative economiche; molto spesso la so­pravvivenza di molti indigenti dipendeva dall'essere arruolati o meno..Scriveva, infatti, il Governatore: questo sergente del I battaglione Cacciatori, inviato per reclutamento volontario avrebbe pure rinvenuto un numero di circa venti gio--vani, che aspirano di intraprendere la carriera militare sotto l'Augustissimo No­stro Sovrano, e che però sonosi con dispiacere rifiutati perché mancanti di circa un pollice alla statura di piedi cinque... Esso sergente ha rimarcato inoltre che la presentazione della gioventù venga in parte cagionata dall'ozio e dalla estrema indigenza in che in verità languisce miseramente la massima parte di questi amministrati, che in vari luoghi hanno esclamato ed esclamano come si deve vivere senza impiego, senza mezzi, e senza essere ricevuti nella milizia? Si do­vrà dunque errare criminosamente per le campagne? Eccellenza Rev.ma, l'at­tuale situazione di tanti indigenti è veramente lacrimevole; ed anche i possi­denti concorrerebbero ad agevolare l'arruolamento onde togliere dai loro do­mimi un numero di persone pregiudicevoli, disperate, nocive alla società, ed insomma capaci di eccessi e di angustiare di soverchio l'intera popolazione. Per la qual cosa non posso non supplicare... affine si degni ottenere dal Governo che almeno gli individui reperiti dal sergente siano ricevuti nel ramo militare anche se non consentanei alla voluta misura... .4)
Il 1 giugno 1832, vennero riunite nella Presidenza delle Armi le varie amministrazioni militari che si trovavano divise, tranne la guardia civica, la guardia di finanza e i guardaciurme, mentre con un regolamento del settembre dello stesso anno veniva organizzato un Consiglio militare composto da un pre­lato, quattro alti ufficiali e un Segretario generale; il Consiglio aveva piena com­petenza sull'amministrazione, sul personale, sulla organizzazione e disciplina di
i) Ibidem, lettera del Vescovo di Città di Castello al Delegato apostolico, 19 giu­gno 1831.
2) Ibidem* lettera del Delegato apostolico alla Presidenza delle Armi, n. 1475, 23 giu­gno 1831.
3) Ibidem, busta 1179, lettera del Presidente delle Armi, G. Ugolini al Delegato apo­stolico di Perugia, Roma, 9 luglio 1831, n. 3270.
4) Lettera del Governatore Distrettuale di Città di Castello al Delegato apostolico di Perugia, 9 aprile 1838, Ardi. Deleg. Apostolica, busta 1183. Le disposizioni sull'arruola­mento, analoghe a quelle da noi già riportate, si trovano nelle buste 1180-1186, cartella Disposizioni generali; Ibidem