Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
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1974
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223
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L'esercito pontificio in Umbria 223
Questo impegno a voler mantenere in piedi, e ben in piedi le formazioni annate pontificie in Umbria non era estraneo alla preoccupazione che, dalle Romagne, l'esercito austriaco, una volta vittorioso, avrebbe potuto agevolmente aprirsi la strada verso Roma passando per l'Umbria. Questa preoccupazione, veramente viva e sentita, era messa esplicitamente in evidenza da Terenzio Ma-miani nel luglio 1848 : Benché gli Austriaci si ritirino da Ferrara, non per questo annunziano di voler ripassare il Po. Quindi cotesle provincie rimangono tuttora minacciate dalla presenza dello straniero. D Governo pertanto è risolutissimo, e Sua Santità gli dà il consenso, di adoperare ogni mezzo di resistenza per aiutare dovunque l'ardore delle popolazioni. Io prego V.S. Ill.ma a porre ad effetto i provvedimenti che le vengano prescritti dal Ministro delle Armi, e quelli che in virtù delle facoltà proprie e governative può mettere in atto con prontezza ed energia. Ma tutto questo dipende altresì dallo etato degli animi, i quali io spero che siano quali la dignità e la salvezza d'Italia richiedono. E veramente se le popolazioni sono assai tiepide, come scaldarle, non è opera del momento, così in tale supposto è prudente ed umano non fare mostre ed avvisaglie di vana e non tenace difesa. Ma io credo in generale che l'ardore non sia sopito, e solo bisogna levarlo a maggior fuoco. V.S. IU.ina potrà far intendere la mente del Governo in alcuna stampa o proclama in cui si invitino i popoli a gagliardamente respingere lo straniero invasore . '> Il Ministro comunicava, inoltre, che il Santo Padre aveva già provveduto a formulare una protesta esplicita contro la violenza esercitata in Ferrara , e che il Governo aveva chiesto soccorsi al Re di Sardegna e al generale Pepe, e che non avrebbe trascurato alcun mezzo per difendere il paese.2) Sulla scia di queste esortazioni il Delegato apostolico si affrettava ad inoltrare la circolare ai Governatori ed il 22 luglio riuniva i tenenti colonnelli della Guardia Civica, il magistrato ed i cittadini zelanti dell'attuale ordine di cose per istituire il Comitato di Guerra a similitudine di quelli stabiliti in Ancona e di recente in Bologna onde provvedere alla difesa ed animare la gioventù ed ogni ceto di cittadini perché concorrano con ogni mezzo al sostentamento di questa santa causa .3) Si giunse così alla formazione dei Comitati di guerra il cui principale scopo era quello di organizzare corpi di volontari i quali senza indugio marcino in difesa delle invase Provincie , oltre ciò il Comitato aveva il compito di raccogliere armi, denari, ed altri mezzi per sostenere la guerra al fine di liberare per sempre dallo straniero questa bella Italia , secondo una espressione del Delegato apostolico Rota in una notificazione del 21 luglio 1848 rivolta ai Perugini.4) Con questa notifica
li ASP, ADA, ministero dell'Interno, circolare n, 32072, 12 luglio 1848, busta 1199, cartella Disposizioni generali, Comitati di guerra.
2) Ibidem, in allegato si trova la protesta di Pio IX a ... intanto si mena lamento da alcuni, perche circa i fatti succeduti nel ferrarese non si.ansi adottate le misure opportune per ripararli: laddove Noi non abbiamo indugiato a far conoscere i nostri sentimenti già pubblicati dal Nostro Cardinal Segretario di Stato, e ripetuti anche in Vienna. Abbiamo già detto e lo ripetiamo, essere nostra volontà ebe si difendano i confini dello Stato... del resto è vero purtroppo che in tutti i tempi, e in tutti i Governi, i pericoli esterni si mettono a profitto de'nemici dell'ordine e della pubblica tranquillità per turbare le menti e i cuori dei cittadini .
3) Ibidem, busta 1199, cartella Disposizioni generali, minuta.
4) Ibidem, foglio n. 6714 e ri. 32078, facevano parte del Comitato perugino, oltre al delegato apostolico, il gonfaloniere conte Benedetto Buglioni, il colonnello della Guardia