Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1815-1849
anno <1974>   pagina <225>
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L'esercito pontificio in Umbria 225
civili o militari, si fossero presentati alle truppe imperiali entro 8 giorni dalla pubblicazione della disposizione per riprendere il proprio servizio,!)
Sempre nel quadro di conservare, mantenere e in un certo senso recupe­rare buona parte degli uomini già in servizio nei corpi pontifici, il capitano co­mandante la truppa di Finanza della IV Compagnia scriveva il 18 luglio 1849 al preside della Giunta provinciale di Perugia su alcuni finanzieri, i quali asse­riscono di essere testé disertati dal corpo Garibaldi in cui furono forzati a pren­dere servizio , che avevano chiesto di voler fruire delle favorevoli disposizioni della notificazione del Comando Superiore delle truppe austriache: ciò era pos­sibile proprio perché i finanzieri, abbandonando la banda annata Garibaldi, si restituiscono a questa loro compagnia in tempo utile per godere della generosa concessione della notifica .2) La concessione di condizioni di favore per chi, en­tro certi limiti di tempo, avesse a fare una azione di ripensamento onde rien­trare nei ranghi della legittimità era un principio largamente condiviso an­che dal Governo papale che, in una notificazione del 19 agosto 1849,3) oltre a specificare che non si riconoscevano minimamente gli atti del Governo rivolu­zionario, ordinava lo scioglimento dei corpi cosi detti franchi o di guardia ci­vica , il rimpatrio dei graduati nati fuori delle Provincie pontificie mentre quelli nati nello Stato ed ivi dimoranti da almeno tre anni avrebbero ripreso il grado e soldo che avevano innanzi alla indicata infausta epoca . Si precisava, inoltre, che tale riammissione era solo provvisoria in attesa che la commissione di revi­sione si fosse pronunciata intorno alla condotta tenuta da ognuno dal 16 no­vembre in poi nei confronti del governo rivoluzionario: sarebbero stati cancel­lati dai ruoli solo coloro a carico dei quali fossero risultati gravi addebiti. Un diverso trattamento era previsto per quegli ufficiali e sottufficiali i quali, dopo il 16 novembre, erano stati esonerati dal servizio o allontanati dal Governo rivo­luzionario: questi infatti venivano immediatamente riammessi nei ruoli. Con il 1849 per l'esercito pontificio si inizia un periodo di ampie riforme tendenti so­prattutto, fino al 1860, anno in cui si porrà il problema della preparazione alla guerra , alla creazione di una milizia preparata e addestrata al fine pre­cipuo del mantenimento dell'ordine pubblico: numerosi corpi vennero trasfor­mati, altri sciolti mentre si arruolavano elementi mercenari, soprattutto stra­nieri, che dessero particolari garanzie di fedeltà politica.4)
Li conclusione, se si esclude la breve parentesi della campagna del 1860, la tendenza generale, la dottrina che informò tutta la concezione militare del­l'esercito pontificio in questi anni fu quella di avere una forza armata la cui prevalente funzione fosse quella di mantenere l'ordine interno oltre una chiara volontà politica dei dirigenti a non smobilitare: volontà, tuttavia, cui non fa­ceva seguito una reale adesione di larga parte della popolazione che proprio in questo modo manifestava la propria opposizione.
ANTONELLO FOLCO MAURIZIO BIACINI
l) Ibidem* busta 1205, cartella Disposizioni generali, foglio n. 8039. Z) Ibidem, busta 1205, cartella Disposizioni generali, foglio n. 8039 e 9220. 3) Ibidem, busta 1205, cartella Disposizioni generali, carta n. 10949. *) Cfr. a questo proposito V. LONGO, L'esercito pontificio nel 1860, in Scritti sul 1860, Roma, 1960, pp. 251-289.