Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1974
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pagina
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226
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AGESILAO MILANO E LA COSPIRAZIONE ANTIBORBONICA DEL 1856
{Continuazione e fine. Vedi fase. /, gennaio-marzo 1974)
8. Le indagini della polizia. Le indagini di polizia si svolsero in più direzioni, favorite, in particolare, dal ritrovamento, presso il Milano, di alcune lettere a lui dirette da Domenico Antonio Marchese (di Macchia in Calabria), da Attanasio Dramis (da poco entrato nella gendarmeria reale a Salerno) e dal compaesano Gerardo Dores, soldato dei Granatieri. In qualcuna di queste lettere si faceva menzione dei fratelli Alfonso e Isidoro Gentili di Paola, di Guglielmo Tocci, Francesco Masci e Antonio Nocito, del medico Lelio Gatti, di Cosenza. Si ritrovarono anche le due lettere di raccomandazione a favore del Milano, di cui si è detto prima, redatte da don Carlo De Angelis di Cosenza e da don Francesco Misasi, 1 sergente di gendarmeria.
L'azione della polizia potè così avviarsi sia a Napoli, dove vennero arrestati quasi tutti gli studenti della provincia di Cosenza, sia in Calabria dove si trovavano molti parenti e amici del Milano.
L'indagine fu estesa, oltre che all'ambiente civile e religioso, anche a quello militare, ove vennero espulsi dal Corpo dei Cacciatori 57, fra sottufficiali e soldati, quasi tutti calabresi, probabilmente suggestionati dalla propaganda sovversiva svolta dal Milano.
Fu costituita, quindi, il 18 dicembre 1856, una Commissione d'istruzione, composta dal prefetto di Polizia Pasquale Governa, presidente, dal maggiore di Gendarmeria Francesco Dupuy e dal capitano Giacomo Humbely, Commissario del Re dei Corpi della Guardia Reale, ed integrata, il 25 dicembre 1856, con la nomina del cav. Angelo Gabriele, Procuratore generale criminale.2)
Già qualche giorno prima, l'undici dicembre 1856, il Commissario di polizia, cav. Salvatore De Spagnoli, fu incaricato di svolgere indagini a Cosenza, in S. Benedetto TJllano, ed in qualunque altro Comune credesse opportuno, affine di chiarire come, in disprezzo della legge e dei Rescritti di massima, sia stato ammesso nell'Armata, qual recluta, il nominato Agesilao Milano di S. Benedetto Ullano, ed in qual modo siasi falsamente documentato di non essere stato egli inquisito . Gli fu assegnato, come cancelliere, l'ispettore di polizia D'Antonio, con l'ordine di informare mano a mano il Ministero dei risultati delle sue operazioni. 3>
Due giorni dopo, il De Spagnolis fu incaricato di promuovere un processo, d'intesa col Procuratore generale criminale di Cosenza, contro l'intendente di tale
i) Cfr. A.S.N., Arch. Borbone, Affari del Regno, fase. 960/1, voi. 1, fai. 1, e. 9 (Nota del Ministro Bianchini al Prefetto di Polizia) e ibidem., fol. 2, e. 10. 2) Cfr. A.SJN., Arch. Borbone, fase, cit., voi. 2, fol. 2, e. 399.