Rassegna storica del Risorgimento
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1974
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Agesilao Milano
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sua moglie, Donna Rosaria Cianciulli, per mezzo del doltor Poppi e del Read, corrispondente del Times, ottenne che il Noeito e il Falcone fossero accolti sulla corvetta inglese Surprise, la quale portava da Malta la corrispondenza politica a Napoli; ed un barcaiolo condusse i due fuggiaschi a bordo del legno inglese.
Questa, la ricostruzione della fuga a Malta dei due patrioti, secondo il De Cesare. Circa la quale, si può osservare anzitutto che il Falcone, a differenza del Noeito, solo in un secondo momento fu ricercato dalla polizia (del che si spiegherà il motivo). Inoltre, il solo Falcone ritornò poi da Malta in tempo per partecipare alla spedizione mazziniana di Carlo Pisacane a Sapri (dove trovò immatura morte), l> mentre il Noeito non vi prese parte. Una conferma della diversa posizione dei due suddetti fuggiaschi è desumibile, d'altronde, anche da un documento di polizia. Invero, in una lettera dell'intendente di Cosenza, Giuseppe Ciccarelli, al Direttore della polizia generale, in data 10 aprile 1857, si dà notizia solo del Noeito e non anche del Falcone. In prosieguo dell'altro mio rapporto del 30 marzo p.s. N. 467 scrive il Ciccarelli mi onoro trascrivere qui appresso altra informazione che in giornata ho dato al Signor Prefetto di polizia a riguardo di D. Antonio Noeito... debbo manifestarle che dalle più accurate indagini da me proseguite risultano due notizie che, cioè, lo stesso Noeito probabilmente sia uscito dal Regno recandosi in Malta; o che potesse dimorare in codesta Capitale... .2) Il Noeito entrò successivamente nell'esercito garibaldino, poi in quello regolare e morì col grado di colonnello, nel 1879.3'
È interessante esaminare altresì, per la ricostruzione dei fatti in oggetto, la deposizione del soldato Vitangelo Tangor, resa il 31 gennaio 1857 alla Commissione d'Istruzione in Napoli. Essa conferma le riunioni avvenute in casa Noeito, e chiarisce che Agesilao Milano, in una di queste, s'impegnò col predetto e con altri ad uccidere il Re, d'accordo con il Dramis. D. Tangor fornisce inoltre notizie circa la minuziosa procedura per iscriversi alla setta, che disponeva secondo le affermazioni del Noeito (ritenute, però, da lui millanterie) di casse d'armi e nastri tricolore; dichiara, infine, che agli aderenti si richiedeva il giuramento di difendere Luciano Murai.4)
È opportuno, a questo punto, approfondire la personalità del suddetto Tangor. Era costui venticinquenne, nativo di Grottole in Basilicata, ex soldato del II battaglione Cacciatori, ove fu ammesso il 28 agosto '56. Subì il primo interrogatorio, in ordine ai fatti in esame, il 6 gennaio 1857 ed ammise di conoscere il Milano e il Mendicini, ma non Antonio Noeito. Disse poi che il Milano parlava spesso in albanese sia con Mendicini, sia con qualche altro che lo veniva a trovare. Si mantenne, inoltre, sulle generali, senza affermare nulla di compromettente,5) Nell'ulteriore corso di questo interrogatorio, che risulta interrotto e poi
i) Su G. B. Falcone, ved. G. CASO, art. cit. N. ROMANO, G. B. Falcone, Città di Castello, 1888; B. GROPPA, B. Falcone: discorso, Corigliano Calabro, 1911 (da N. ROSSELLI, op. cit., passim a L. CASSE SE, op. cfo, e a tutte le opere sulla spedizione di Sapri o su Pisacane fino A. CAPONE, G. Nicotera e il mito di Sapri, Roma, 1967.
2) In A.S.N., Areh. di Polizìa, Gabinetto, fase. 1510, a. 1854-59, esp. 1487, voi. II, e. 4.
3) Su Antonio Noeito poche notizie oltre a quelle prese dai documenti d'archìvio sono in R. DE CESARE, op. cit., p. 213 ed in G. LAZZARO, op. cit., p. 563.
I In A.S.N., Ardi. Borbone, Affari del Regno, fase. 960/61, fol. 152-3, voi. I, ce. 161-162.
5) Ibidem, fol. 101, e. 109.