Rassegna storica del Risorgimento

anno <1974>   pagina <232>
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Michelangelo Mendel la
1856 usci a Genova il primo numero della Libera parola, diretto da Pisacane, Mordini, Quadrio, Pilo, Cadolini e Savi Il giornale era l'organo politico del nuovo centro d'azione unificato sotto bandiera neutra, ed avrebbe dovuto ser­vire da più efficiente controaltare al Piccolo Corriere d'Italia del La Farina, giac­ché sembrava che il mazziniano Italia e Popolo non rispondesse allo scopo. Il nuovo centro unificato e il nuovo giornale avevano, di fatto, come fine di impe­dire che una parte sempre più larga del partito repubblicano stanca e disgu­stata della direzione mazziniana finisse col franare in campo sabaudo . ') Per ottenere ciò si unirono nel gruppo uomini di diverso orientamento politico: di estrema sinistra come Pisacane, mazziniani di stretta osservanza come Quadrio e Pilo e democratici che sembravano disposti a collaborare con la monarchia piemontese e che si sarebbe voluti recuperare al Partito d'Azione come Garibaldi e Bertani, più il gruppo prezioso dei militari di Genova (Medici, Cosenz) che gravitava più o meno nella orbita garibaldina. Sventolando bandiera neutra ci si poneva, d'altra parte, su di un terreno politico particolarmente caro a Fa-brizi che l'aveva proposta tra i primi, e ci si assicurava il suo appoggio prezioso e incondizionato .
Cosa significasse questa bandiera neutra si può desumere dal primo nu­mero della Libera parola. L'Italia si sosteneva ivi è divisa in due opi­nioni: la monarchica e la repubblicana... Il nostro assunto non essendo oggi di discutere la preminenza delle due opinioni, e intendendo precipuamente a ren­der possibile ed efficace razione di tutti, cerchiamo il terreno neutrale, su cui i due partiti possono riunirsi per combattere senza abdicare le proprie convin­zioni e crediamo di averlo trovato.2) prosegue: D'accordo sulla impossi­bilità di un'iniziativa sarda, i due partiti devono pure esserlo sulla necessità di promuovere l'insurrezione. Con quale programma? La nazione salvi la na­zione . Con quale bandiera? Italia Libera ed una . Questa bandiera e questo programma non possono essere respinti né dai monarchici né dai repubblicani. A impresa compiuta, l'Italia che avrà veduto monarchici e repubblicani all'opera, dai fatti giudicherà del principio che li avrà ispirati, e sceglierà la repubblica o la monarchia .
In una lettera a Rosalino Pilo del 9 ottobre 1856, inoltre, Nicola Fabrizi, del quale erano noti i rapporti con la Farina, che era divenuto filo-sabaudo,3) così giudicava il n. 5 del giornale: Riguardo al n. 5 della Libera parola, ottimo il primo articolo Esempi dall'Italia. Buono il secondo Gioacchino Murat. Bastevol-mente il terzo Questione napoletana, se non fosse che l'insistere nel sospetto mu­ralista e se la finale troppo appuntata repubblicana non fosse sproporzionata allo stomaco napoletano .4) Secondo lo stesso Fabrizi, il giornale, se voleva es­sere l'organo di un accordo sotto bandiera neutra doveva limitarsi ad affer­mare, senza rinunciare ai principi repubblicani, la linea politica racchiusa in due punti: la negazione murattista e la sovranità nazionale.
Ora è difficile stabilire con esattezza, almeno stando alla seconda deposi­zione di Tangor, come si possano conciliare queste aspirazioni, unitarie e demo­cratiche, della Libera parola (di sapore chiaramente mazziniano e decisamente
t) G. BERTI, op. cit., pp. 654-655.
2) La Libera Parola, anno I, n. 1, agosto 1856.
3) Il La Farina, come è noto, divenuto filosabaudo era il più odiato dai democratici perché transfuga dalle file repubblicane (ved. G. Bori, op. cit., p. 655).
4) SOCIETÀ SICILIANA ni SToniA PATRIA, Palermo, Carte Fabrizi.