Rassegna storica del Risorgimento
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1974
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Agesilao Milano
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delia scorta militare dintorno alla Rcal Carrozza, lu aveva sconcertato. Tutto ciò io seppi per bocca de1 medesimi Nocito e Francalanza, che modi li calo il reo progetto, dissero di dover fidare in due speciali soggetti all'uopo venuti a militare, cioè Agesilao Milano ed Attanasio Drnmis, anzi a costui diceva Francalanza essere andato a visitare in Salerno, e cooperarsi per farlo venire in Napoli. D'allora vidi di fatti bazzicare Milano da Nocito, ed accadere quanto nelle mie precedenti dichiarazioni ha rivelato. Francalanza e Nocito per assicurarsi della mia segretezza un giorno mi obbligarono a giurare sui pugnali in loro casa, a porte chiuse, presenti i suddetti, e facendo uso di mistero. Non ricordo le precise parole della formula. I ripetuti Nocito e Francalanza millantavano aver affisso stampe criminose, ed averne lanciate presso la Casina Militare, spacciando pure aver affiliato un Sergente ed un Caporale del 10 Battaglione, ed aver cercato subornare molti nell'armata; come pure da trovarsi presso i Capi primarj della setta casse d'armi e di coccarde. Tutto ciò avvenne prima che io avessi meco recalo Tangor da Nocilo e propriamente in settembre del decorso anno. Da ultimo ricordo che il prete Stanislao Marchiano era di tendenza esaltante, conosceva Milano e Nocito. A maggior spiegazione aggiungo che i depositi di armi e coccarde erano segretissimi, e riposti in siti ignoti a tutti, appunto per non essere mai nel timore di sorpresa, e salvarsi in ogni caso, nascosto e celato finanche fra essi, onde intralciare ogni ricerca.
Lettura data, si è sottoscritto.
GIUSEPPE MENDICINI
LA COMMISSIONE
G. Humbely
Angelo Gabriele
Francesco Dupuy
Governa
In continuazione della precedente dichiarazione il suddetto GIUSEPPE MENDICINI ha soggiunto, che i segni della setta (quali sono stati appunto rivelati da Tangor) furono a lui imparati da Antonio Nocito dopo il giuramento prestatogli; ed egli ne iniziò Tangor colla intelligenza del medesimo Nocito, per apparecchiare il ricevimento di colui nella setta. In quanto al d. Giacomo, di cognome che non ricorda, fu un nome vagamente indicato da Nocito, il quale prometteva portar Tangor nella casa del medesimo per farlo ricevere. Gli è perciò che cotale soggetto era allo intutto ignoto ad esso Mendicino, e dipendeva da Nocito il condurvelo. La sua infermità fece andare a vuoto l'appuntamento.
Ricorda bene che Nocito vantava in ottobre tenere nascosto in casa un ricco Signore di Acri, profugo e latitante per reato politico, desideroso di emigrare all'estero, dissuaso però da lui onde vedere lo sviluppo delle mene cospiratrici. Esso Mendicini suppone essere stato col d. Peppino Sprovieri di Acri, compagno di collegio suo e degli altri anzidetti in s. Demetrio.
Richiamato TANGOR, ha persistito nella prima dichiarazione, spiegando che l'indicato d. Giacomo veniva nominato da Mendicini e da Nocito; ma l'appuntamento era di andare in casa di costui che unitamente doveva condurli dal D. Giacomo per riceverlo nella setta.
Lettura data, vi hanno persistito, e si sono sottoscritti
GIUSEPPE MENDICINI VITANGELO TANGOR
LA COMMISSIONE (firmato come sopra) ')
) Cfr. AJ3.N., Arch. Borbone, Affari del Regno, fase. 960/1, fol. 172-174, voi. I. ce. 181-83.