Rassegna storica del Risorgimento
anno
<
1974
>
pagina
<
248
>
Michelangelo Mendella
Da quanto sin qui esposta è peraltro facilmente desumibile che il Dramis assoldasse uomini per battersi a favore del Murai: per opporsi, invece, ad un eventuale sbarco dei Francesi murali isti c'erano Fesercito e la polizia borbonici! Non è possibile supporre, d'altronde, che il Dramis, con il suo passato rivoluzionario, fosse diventato fìloborbonico. Né, del resto, risulta che i democratici meridionali avessero mai pensato concretamente ad una eventuale lotta contro i Francesi del Murat, qualora fossero sbarcati nell'Italia meridionale. ]> Il piano di Attanasio Dramis, uomo non nuovo a lotte, evasioni, eccidi, sembrò tanto audace che pure quel suo cugino e spirito liberale, Rosario Bafì'a, non potè fare a meno di irriderlo.
12. La colpevolezza di don Lorenzo Zaccaro ed il ruolo del Nocilo. Il caso del sacerdote Lorenzo Zaccaro merita un cenno a parte per la notorietà di lui nel campo degli studi e nelTorganizzare, dopo il 1860, i preti liberali. Nativo di S. Lorenzo (Cosenza), quarantaseienne, dimorante in Napoli dal 1840, professore di letteratura, autore di varie opere grammaticali ed estetiche, che erano lette nelle province da tutti quelli che avevano sentimenti liberali, egli ritraeva da tale attività letteraria Inerosi proventi.
Arrestato il 7 gennaio 1857.2 in seguito alle rivelazioni di un soldato del 1 Cacciatori, Gennaro Ricciardi, la cui madre gli aveva affittato una camera in Via Concordia n. 8, fu interrogato dalla commissione d'istruzione nei giorni 10 e 13 gennaio. Nella sua abitazione vennero trovati scritti inneggianti alla Francia, all'Inghilterra, ed alla morte del Re di Napoli, nonché alcuni libri liberaleggianti come: Le parole di un credente del Lamennais, l'orazione del P. Ventura sui morti di Vienna, Della italica nazionalità di Leopoldo Perez de Vera, poesie di Giuseppe Giusti, due volumetti della Biblioteca del Patriota, un libretto di Sante Bastiani intitolato L'Italia, oltre a due volume della Storia della letteratura italiana di Emilio Giudice (.sic) ed un volume di Languiti sulla vita di Girolamo Seripando. Non tutti questi libri appartenevano tuttavia allo Zaccaro dichiarò il medesimo e la padrona di casa, Margherita Miele, confermò tale circostanza. Soggiunse inoltre che, avendo ella sentito dire da amici allo Zaccaro che la polizia ricercava Nocito, il predetto affermò che probabilmente, sarebbe stato ricercato anche lui ed invitò la donna a far scomparire lettere e libri per risparmiare alla polizia la noia di una lunga lettura di cose inutili .3)
Dalle rivelazioni del soldato Gennaro Ricciardi, rese il 2, il 3, il 4, 5, e 6 gennaio '57, si rileva indubbiamente la correità di Don Zaccaro nel regicidio. Questi, infatti, invitò persino il Ricciardi a far lui il colpo , essendo fallito l'attentato da parte del Milano, offrendogli perciò 2.000 piastre. A tale offerta,
*) Solo il Cosenz era talmente contrario a Murat che secondo quanto riferì il Console napoletano a Genova al Ministro degli Esteri di Napoli aveva dichiarato, insieme a Musto: e in caso d'invasione del Regno da parte della Francia ... avrebbero rimesso sul petto il figlio dei Borboni e si sarebbero battuti contro i francesi (Cfr. M. GAVOTTI, op. ctt., p. 61).
2) Ved. La comunicazione in copia del commissario Ispettore Giuseppe Capassini al Prefetto di Polizia (in À.S.N., Arch. Borbone, Affari del Regno, fase. 960/1, fol. 5, voi. Ili, e. 567).
3) Interrogatorio di Margherita Miele del 22 gennaio 1857, in A.S.N., Arcìu Borbone, Affari dei Regno, fase. 960/1, fol. 10-11, voi. Ili, e. 572-73.
248