Rassegna storica del Risorgimento

anno <1974>   pagina <249>
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Agesilao Milano 249
peraltro, non si arrivò subito; ma dopo alcuni incontri, nei quali il Ricciardi fu interrogato sul morale dei soldati, sul loro pensiero in ordine all'attentato del Milano, etc. Lo Zaccaro arrivò a dire che nel giorno dell'esecuzione del Mi­lano, si erano gittati nella cassetta dei napoleoni d'oro [elemosine per una messa in suffragio dell'impiccato] fino alla somma di ducati 1.500, esigendone le rice­vute .l) Il Ricciardi, desiderando rivelare tali notizie al Re, ebbe dai superiori licenza di recarsi da Gaeta a Napoli, fingendo di accompagnare due arrestati. Si recò, quindi, a casa di sua madre, dove lo Zaccaro, meravigliatosi di tale visita (lo sapeva in servizio a Gaeta) e poi rassicuratosi in seguito alle parole del Ricciardi, lo istigò di nuovo a svolgere azione antimonarchica nelle file del­l'esercito. Quindi, gli disse che il Milano, ogni volta che usciva, si recava nella casa del Nocito, il quale lo accompagnò al campo il giorno dell'attentato, di­stribuendo anche proclami a taluni militari.2) Gli confidò, altresì, che si fa-Iceva correre molto denaro fra la truppa, che molti dei Carabinieri si erano affi­liati, che un presidario nello spedale, inteso il fatto, disse che doveva essere Milano quello che aveva tentato il colpo . Il Ricciardi seppe, inoltre, da sua madre che Nocito, Marchiano ed altri quattro, prima dell'attentato, avevano estratto a sorte il nome di colui che avrebbe eseguito il colpo. Lo stesso Ricciardi aveva sentito dire dallo Zaccaro, in occasione dello scoppio della polveriera, di cui si è detto a suo luogo:
Ora non si fanno chiacchiere come il 1848, ma fatti; vedete che fa Agesilao Milano! A Messina si era fatta una dimostrazione, e il Re voleva mandare polvere e carabine, ma gli sono rimaste in gola; e già, tra lastre rotte e costo del vapore e carabine, è andato via un milione, vedete quanto costa Milano! Ricordatevi quello che vi dico, che tutto andrà a finire tra breve. Il 1848 furono spauracchi; il 1854 il colera, il 1856 un principio sordo, e il 1857, per Ferdinando II, è un anno gobbo. Vedete che farà la morte di Agesilao! 3)
Il Ricciardi manifestò, inoltre, la sua perplessità circa la possibilità di ottenere i duemila ducati, qualora fosse riuscito ad uccidere il Re; e lo Zac­caro rispose di non preoccuparsi di questo, poiché aveva la sua parola e perché i denari venivano da parte degli Inglesi che non falliscono mai a ciò che promettono . Tale richiamo agli Inglesi, circa la provenienza del denaro, po­trebbe essere verosimile, data la rottura diplomatica, avvenuta fra il Re di Napoli, ed Inghilterra e Francia, nonché per le aspettative di alcuni patrioti meridionali; ma potrebbe anche rappresentare un espediente, adottato dallo Zaccaro, al fine di sviare eventuali indagini. Tanto più che quest'ultimo, nella medesima circostanza, richiesto dal Ricciardi di rivelargli il nome dell'altro soldato del 10 Cacciatori, incaricato con lui del colpo, gli faceva capire che non sarebbe stato sciocco di confidarglielo .4)
Da tutto ciò si rileva la scaltrezza dello Zaccaro, e comunque la sua cor-
i) A.S.N., Arch. Borbone, fase. cit. alla nota li, fol. 12, voi. Ili, e. 574. Tale affer­mazione dello Zaccaro conferma e precisa quanto scrissero altri autori sull'eccezionale con­tributo di elemosina raccolto dalla congrega di S. Maria in Verticoeli per le messe in suf­fragio dell'impiccato (Cfr. G. LAZZAIIO, op. cit., p. 474 nota; L. POLLINI, op. cit., p. 115).
2) 3* rivelazione (4 gennaio), in À.S.N., loco cit. alla nota 12.
3) 4" rivelazione (5 gennaio), ibidem.
4) 5a rivelazione (6 gennaio), ibidem.