Rassegna storica del Risorgimento

anno <1974>   pagina <250>
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250 Michelangelo Mendella
reità nel tentato regicidio, anche se rimase poco tempo in prigione, essendo stato infine scarcerato per ordine superiore . *)
L'attentato di Agesilao Milano non fu dunque il gesto di un pazzo, che agisce all'improvviso, né l'opera di un isolato; ma fu Fatto terminale coi ten­deva una vera e propria cospirazione politica contro lo Stato borbonico.2) Co­spirazione chiaramente ispirata dal murattismo, dilagante nelle regioni meri* dionali fra il 1850 ed il 1860. E si trattò in particolare di murattismo massonico, essendo stata la Massoneria asservita alla politica di Luciano Murat,3) tanto che un nostro storico ha avuto il sospetto che il murattismo si potesse ridurre addirittura ad opera di intrigo massonico.4)
A Napoli, quasi sicuramente, non si giunse alla costituzione di una vera e propria Loggia, se bisogna credere a quanto affermò il Luzio. Questi infatti, sulla scorta del Rebold (che aveva consultato le fonti ufficiali), asserisce che la Massoneria murattiana non ebbe che un nnico successo da registrare: quello di costituire, nella città natale di Mazzini la Loggia del Trionfo ligure (11 mag­gio 1856), non certo destinata a secondare le direttive unitarie del glorioso conterraneo .s) Solo nel 1860 fu possibile, alla venuta di Garibaldi, istituire a Napoli una Loggia, quella Sebezia. È da ritenere, tuttavia, per gli elementi tipici del rituale massonico, adottato dal gruppo che faceva capo al Nocito e che preparò l'attentato, che tali cospiratori, operando in favore del Murat, si ispi­rassero alla Massoneria, pur non costituendosi in vera e propria loggia . È appena il caso di accennare che i predetti si chiamavano tra loro fratelli , secondo, appunto, l'uso massonico.6)
Quanto alle idee politiche, in particolare, del Milano, troppo poco egli ha vissuto (appena 26 anni) ed ha scritto (qualche poesia e lettera) perché sia pos­sibile chiarire il suo pensiero in proposito. È ovvio che in lui vi era l'anima del ribelle ad ogni imposizione, amando egli la libertà ed odiando i tiranni. La sua partecipazione, peraltro, ai moti calabresi del 1848 potrebbe farlo ap­parire un liberal-costituzionale, oppure un repubblicano. Fu a Napoli che si delineò più chiaramente il suo pensiero politico. Ivi gli amici Nocito, Falcone, Drarais, Francalanza, Rinaldi, impressero una più precisa impronta alle sue
1) Cfr. il citato Prospetto di ciò che offre la processura ad nomea. Sullo Zaccaro, che fu Presidente nel 1861 della liberale Associazione di mutuo soccorso degli ecclesiastici dell'Italia meridionale, ved. A. SCIROCCO, Le Associazioni cit., pp. 450-451.
2) Il De Cesare, che non esaminò i documenti d'archivio, arriva alla conclusione che il tentato delitto di Agesilao sia stato un gesto esallato di uno che faceva di testa sua (op. cit., p. 208) ed esclude pertanto ogni cospirazione. Ma l'equivoco in cui cadde si palesa ancor più nella seguente dichiarazione: cospirazione, ripeto, mancò, perché mancavano seri elementi cospiratoria, come si vide l'anno dopo nella tragica spedizione di Sapri (op. cit., p. 207), nella quale non distinse la diversa natura politica dei due tentativi antiborbonici (quello del 1856 e quello del '57).
3) Secondo A. Lux io, La Massoneria nel Risorgimento italiano, Bologna, 1925, ri­stampa anastatica, ed. Forni, 1966, p. 253, infatti, il Murat usò il sistema di governare militarmente le loggia massoniche , e pertanto la Massoneria cercava di ramificarsi nella penisola, per combattervi l'influsso pestifero della Giovine Italia .
4) Cfr. A. LEVI, La politica di D. Manin, in Nuova rivista storica, XVII (1933).
5) Cr. A. Luzio, op. cit., pp. 254-255.
6) Cfr. Autografo di Vitangelo Tangor, del 1 febbraio 1857, in A.S.N., Arch. Borbone cit. alla nota 2, p. 233: a Nei nostri convegni a casa Nocito con gli individui nominati nelle suddette mie dichiarazioni ci chiamavamo reciprocamente <t Fratelli .