Rassegna storica del Risorgimento
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1974
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pagina
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252
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Michelangelo Mendella
Ancora una rivelazione dal De Monte: Degli amici di Agesilao alcuni furono
arrestati altri si salvarono a Malta, come il Falcone ed il N altri si tennero
latitanti fra i quali il Fanelli t>. ') Orbene, è indubbio che il nominativo indicalo con la sola iniziale N., corrisponda a quello del Nocito, in base a tutti i documenti innanzi esaminati. H De Monte, tuttavia, non conosceva costui se si limitò a scriverne la suddetta iniziale. Ma se tale autore, segretario di G. Fanelli, ignorava il Nocito, vuol dire che questi non era fra i mazziniani, o almeno non vi svolgeva un ruolo di rilievo, vivendo piuttosto nell'ombra, e quindi in condizione di poter più agevolmente complottare contro il Re Ferdinando, a favore del pretendente Murai.
La figura un po' misteriosa di Antonio Nocito, da Spezzano Albanese, è al centro della cospirazione antiborbonica e neomuranista del 1856.
13. SUL MURATTISMO NELL'ITALIA MERIDIONALE. Nel 1852 si estendeva, presso gli emigrati napoletani in Francia, la propaganda in favore di Luciano Murat, che già il 21 gennaio aveva ricevuto, in una sola seduta, i 33 gradi della Massoneria ed era diventato Gran-Maitre du Grand Orient di Parigi.2) Fu proprio alla fine del '51, o al principio del '52, che Aurelio Saliceti, l'uomo duro degli estremi programmi del '48, entrò in casa Murat come precettore dei suoi figli Achille e Luigi Napoleone, con l'incarico di insegnare loro le leggi, l'amministrazione e la storia delle Due Sicilie.3) Così il Saliceti, il Pepe, il duca di Maddaloni, Raffaele Poerio, il marchese di Bella, il Massari, il Del Re, il Susanna, il Del Riso, Pasquale Catalano Gonzaga, principe di Cirella, Girolamo Ulloa, Ferdinando Petruccelli, Giuseppe Pisanelli, Domenico Assanti, e Luigi e Carlo Mezzacapo, Giovanni Andrea Romeo, Francesco Stocco, Francesco Trincherà, e fors'anche Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Montanelli, Luigi Drago-netti, Aurelio Bianchi-Giovini, Giuseppe Sirtori, Casimiro De Lieto, col nipote Pasquale Cuzzocrea, ed altri imprecisati, erano tutti, più o meno, attratti, in quell'epoca, dall'idea di una restaurazione murattiana a Napoli, come male minore , cioè come soluzione balorda, ma soluzione :.4)
Si preparò anche, nel febbraio del 1852, un progetto di spedizione, che prevedeva sbarchi a Pizzo e in Sicilia, sotto la direzione di Guglielmo Pepe, coadiuvato da Girolamo Ulloa, Luigi Mezzacapo, e Damiano Assanti.5) Ma, forse, la pronta reazione della diplomazia napoletana ed il desiderio di Luigi Bonaparte di non compromettere, con inopportune avventure, il suo più ampio disegno di restaurazione dell'impero, valsero a scongiurare, per allora, il pericolo dell'insorgente neo-murattismo. Non sarebbe stato questo, tuttavia, il pri-
i) Cfr. L. DE MONTE, op. cit., p. 39.
2) Cfr. A. Luzio, op. cit., p. 253.
3) Sol Saliceti, vcd. B. MEZUCCELLI, Aurelio Saliceti e i suoi tempi, Teramo, 1880; il Dizionario bibliografico della gente di Abruzzo, a cura di R. AURINI e, in particolare sulla fase muralista, prima di convertirsi al cavourrismo, F. BARTOCCINI, op. cit., pp. 58-63.
4) F. BARTOCCINI, op. cit., p. 77. Sul Sirtori vcd. C. ACRATI, G. Sirtori, Bari, 1940; siiirUUoa vcd. G. DORIA, La vita e U carteggio di Girolamo Ulloa, Napoli, 1930; sul Massari, R. COTUGNO, La vita e i tempi di Giuseppe Massari, Traili, 1931. Un poco sicuro elenco di muraitisti è in G. PUPINO-CARUONELI.I, /V. Mignogna nella storia dell'unità italiana, Napoli, 1889, p. 162.
s) Cfr, M. V. GAVOTTI, // Movimento murattiana dal 1850 al 1860 (Luciano Murat), Roma, 1927, p. 51 e F. BARTOCCINI, op. cit., p. 37.