Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1974
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pagina
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255
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Agesilao Milano
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agevole immaginare il febbrile lavoro dei murattisti di buona fede, e degli agenti interessati, per preparare la pubblica opinione in senso favorevole al pretendente, Napoleone Luciano Carlo Murat. *) Il quale, già dal 1849, allorché fu Ministro plenipotenziario di Francia presso la Corte di Torino, aveva cominciato a stringere rapporti con alcuni immigrati meridionali; ma, a quel che pare, senza troppo successo.
Il giudizio su Luciano Murat è alquanto discorde. Mentre il Minghetti, che lo conobbe da vicino, lo descrive quale uomo bonario , d'intelligenza grossa come il suo corpo, niente cupido d'avventure, scarso di denari;2' il Rosselli lo giudica: impareggiabile nell'arte di dire e non dire, attento a non compromettersi troppo,... largo nelle promesse, regale addirittura nell'assumere impegni politici .3) Qualunque possa essere il giudizio sulla sua persona, non erano certamente trascurabili le trame dei neo-murattisti dell'Italia meridionale, facenti capo a Luciano Murat, soprattutto quando da una sua generica candidatura alla corona d'Italia (posta nella lettera da lui indirizzata, nell'aprile 1854, al nipote conte Pepoli) si passò ad una sua precisa candidatura al trono napoletano, con l'opuscolo anonimo La Questione Italiana: Murat ed i Borboni, del settembre '55.
Ma ciò che rese scottante la questione murattista fu la nota controversia diplomatica che contrappose, nel 1856, la Francia e l'Inghilterra, unite nella guerra di Crimea, al Governo napoletano: controversia determinata sia dal rifiuto del re Ferdinando di partecipare alla guerra d'Oriente contro la Russia, sia dalle insistenze, dopo il congresso di Parigi, delle due potenze occidentali (Francia e Inghilterra) per fare concedere dal Borbone un'ampia amnistia ai condannati politici, nonché ordinamenti più umani e liberali.4) Fu allora, come dicevasi, che il latente pericolo neo-murattista cominciò a delinearsi chiaramente nella sua grave, reale e sempre più incombente minaccia, secondato dalle
può avverarsi da un giorno all'altro... . Il resto della lettera espone un progetto nel quale La Farina chiede la collaborazione di R. Settimo e di Raeli per indurre, tramite Hudson e Panizzi, Palmerston a favorire un'insurrezione in Sicilia per scongiurare il pericolo murat-ti ano.
1) Luciano Murai era nato a Milano il 16 maggio 1803 (secondogenito di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte), educato a Napoli, aveva avuto, dopo il 1815, una vita alquanto avventurosa in Austria, in Italia, in Ispagna ed in America, dove aveva sposato, nei 1827, Carolina Georgina Fraser. Ritornato in Europa nel '39, dopo la morte del fratello primogenito Achille, avvenuta nel 1847, ereditò i titoli paterni e, quindi, le pretese alla corona di Napoli. Successivamente alla caduta di Luigi Filippo, fu eletto deputato e costantemente appoggiò la politica di Napoleone III. Avvenuto il colpo di Stato del 2 dicembre '51, egli fu membro della Commission Consultative; quindi, come si è detto, gran Maestro della Massonerìa e, infine, venne nominato senatore. Con la caduta dell'Impero, si ritirò a vita privata e morì a Parigi il 10 aprile 1878. Ved. I. VALYNSEELE, Le sang des Bonaparte, Paris, 1954.
2) M. MlNCHKTTl, Miei ricordi, Torino, 1888, voi. Ili, p. 158.
3) N. ROSSELLI, op. cit., p. 219. Su questi giudizi ved. F. BARTOCCINI, op. ci*., p. 5 e sgg.
4) Su tutta la controversia rinvio ai documenti contenuti in La question napolitaiiie devant l'Europe, ou reponse aux documenta présente uu Parlament Britannique, Naples, 1857; a N. BIANCHI, op. cil.; ad A. ZAZO, La rottura della relazioni diplomatiche anglo-francesi col Regno delle Due Sicilie nel 1856 nell'inedito a. Memorandum di un diplomatico napoletano, in Samnium, 1956.