Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1974
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pagina
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259
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Agesilao Milano 259
in rilievo, insieme con gli indubbi elementi negativi del murattismo, anche la stimolante funzione, dialetticamente positiva di questo nei confronti dell'unità italiana.
La stessa spedizione di Sapri del 1857 come è noto fu affrettata per il timore di un colpo di mano murattista sul Regno di Napoli. In tal senso sono le dicbiarazioni rese da Giovanni Nicotera nel processo che seguì alla disfatta di quella spedizione; ugualmente si esprime il Cassese sullo scopo che il Pisacane si propose al riguardo. Quest'ultimo, invero, reagì alla soluzione murattista per Napoli, che implicava una funzione protettrice della Francia sull'Italia e un rinvio della unificazione..., con la violenza passionale dell'amante tradito. Bisognava dunque salvare l'Italia da tanta iattura, e subito, il Mezzogiorno dal pericolo di una restaurazione di un Murat sul trono di Napoli già minato e crollante. Occorreva perciò un urto decisivo per farlo cadere nel nulla; togliere alla ricca borghesia moderata l'illusione che un governo borbonico riformato potesse ancora assolvere una valida funzione; e stracciare dal cuore degli altri la speranza di una monarchia straniera. Borbone, Murat e Savoia si equivalgono e perciò solo una rivoluzione nazionale democratica poteva salvare l'Italia. Questa generosa utopia guidò Carlo Pisacane sulla strada del sacrificio > I)
Il Cassese considera, tuttavia, il murattismo solo, un pericolo che i sentimenti accesi fecero ingigantire e sopravvalutare , per cui esso non ebbe presa sul popolo, né penetrò nel vivo delle coscienze, ma creò solamente mia temporanea e fugace esaltazione in un ristretto strato della borghesia.2) In realtà, proprio i documenti dal Cassese pubblicati in ordine al processo contro i superstiti della spedizione di Sapri, e soprattutto quelli riguardanti le dichiarazioni di Giovanni Nicotera, avrebbero dovuto indurre il suddetto storico ad una più attenta valutazione del fenomeno neo-murattista. Il Nicotera, infatti, ebbe a dichiarare, fra l'altro, secondo il rapporto del tenente Giovanni De Me-rich, al conte Gennaro Masulli, comandante dell'U0 battaglione Cacciatori, in data 5 luglio 1857, quanto appresso:
... In Francia fermenta e progredisce il partito Murat. Aurelio Saliceti, ex ministro napoletano, ne maneggia con tant'arte i fili che lo rende gigante. Il governo napoletano o non sa o poco sa di quanto si ordisce. Emissari e cospiratori da ogni banda sono affiliati alla trama. Repubblicani vili, ribattezzati cortigiani di altro tiranno, per scuotere un giogo maneggiato da un italiano ne addimandano uno straniero. Nel Regno delle Due Sicilie vengono spediti emissari e questi liberamente maneggiano i loro affari, e tornano dai loro mandatari. Non ha guarì che un certo Moccia, una volta rilegato a Ventotene, sotto altro nome si recò a Napoli con passaporto francese; ivi fé1 correre programmi ed istruzioni, e quindi fece ritorno a Parigi sano e salvo. Molti, ma molti murat tini poltroni e vili, fan parte della setta: dessi sono nobili, ricchi e potenti. I fratelli Mezzacapo una volta del mio partito, ora murattini, hanno fatto mille istanze per comprare la mia opinione; essi sono per Murat, uomo stolido e imbecille, uomo che fa fin vergogna mettere alla testa di uno Stato, e d'uno stato d'Italia; ma egli però è spalleggiato dalla Francia, e ad onta di tutte le proteste la Francia intende su Napoli allargare i suoi domini. È di Luigi Napoleone una tale politica; egli cammina verso le barricate di Parigi, egli farà la fine di tutti gli scellerati, agogna dunque sondare il suo impero, e Napoli avrebbe dovuto soggiacere ad una guerra se l'Inghilterra non
*) Cfr. L. CASSESE, op. c/7., p. 83. Per la posizione di Pisacane rispetto al murattismo, ved. di lui 11 partito muraltiano e la questione italiana, in Scritti vari, inediti e rari, a cura di A. ROMANO, Milano, 1964, voi. III.
2) L. CASSESE, op. cit., p. 84.