Rassegna storica del Risorgimento
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1974
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pagina
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265
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Agesilao Milano 265
crudeli e false apparenze, di cui furono vittime fatali ed innocenti Agesilao Milano e quella infelice donna. Povera Penelope, che nella immacolata purezza dei suoi costumi così crudelmente calunniata, continua forse anche ora nella lontana America a scontare i dolori di inenarrabile martirio!
Si preoccupò poi il Dramis, con una cavillosità ingiustificata, e perciò stesso non aliena da sospetto, di puntualizzare che il regicidio non era nei piani ili nessun comitato rivoluzionario, aggiungendo: Io mi opposi energicamente a sì funeste tendenze, dimostrando l'inutilità delle esecuzioni personali, anzi il pericolo che simili attentati potessero riuscire a fare il gioco del Murattismo, allora prevalente nelle province nostre . Così, il Dramis, nonostante quest'ultima compromettente ammissione sfuggitagli dalla penna, se la cava con disinvoltura, negando sia la partecipazione, almeno sua, all'attentato al Re, sia la propria adesione al murattismo.
In realtà, Tocci e Dramis, da vecchi, avendo l'uno preso la via del clericalismo e l'altro quella dell'anarchia socialistoide, erano ormai divisi, salvo che nel disconoscere, per opportunismo, il loro passato giovanile di murattisti.
Nicola Misasi nel successivo articolo apparso nel n. 361 del Corriere di Napoli del 31 dicembre 1897, e intitolato una protesta di Attanasio Dramis pubblicò buona parte della lettera aperta del Dramis a Eugenio Conforti; '> e quindi manifestò, a commento, l'opinione che un amore , il quale avesse logorato il cuore di Agesilao Milano oltre alla passione politica, nulla avrebbe potuto togliere in sostanza alla sua memoria; dato che la passione per la donna degnamente può sposarsi a quella per la politica , richiamandosi espressamente in proposito (alquanto fuori luogo!) ad esempi illustri quali l'Alighieri. l'Alfieri, il Foscolo, lo Struensee, e Napoleone.
Così il decadentismo romantico dell'ultimo Ottocento finiva col velare di un sentimentalismo pseudo-eroico la tragica figura di un giovane esaltato, il quale, in un momento di indubbio coraggio, si rese protagonista di uno dei più significativi e determinanti avvenimenti che precorsero la fine dell'antico Regno siculo-napoletano.
MICHELANGELO MENDELLA
*) Alla polemica Tocci-Dramis accenna anche il DE CESARE (op. cil., voi. I, p. 206; voi. HI, pp. 75-70), propendendo per la tesi del Tocci, suo amico e confidente. In effetti, pur di liberarsi dal murattismo, il primo finiva per spiegare il tentato regicidio con motivi di carattere erotico-sociale, l'altro, il Dramis, solo con l'intento di riprodurre dopo a venticinque secoli... lo spettacolo di Muzio Scevola .
Notiamo, per ultimo, che la condanna del Milano alia pena di morte fu, dopo il 1848, l'unica sentenza capitale eseguita, essendo state tutte le altre commutate dal Sovrano.