Rassegna storica del Risorgimento
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>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
anno
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1974
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pagina
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266
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L'ABATE GIUSEPPE ROBERTI *M.-'3 E IL LUNARIO CIVILE ITALIANO j
Se la data della frattura nell'intesa fra autorità ecclesiastica ed autorità politica nel Veneto si fa risalire al 1863, anno in cui fu pubblicata la Vita di Gesù di Renan,'J per quanto riguarda Vicenza essa deve essere anticipata al 1862, anno in cui vide la luce il Lunario Civile Italiano dell'abate bassanese Giuseppe Roberti. 2> Tale Lunario e le conseguenti polemiche tra autorità ec* clesiastica e autorità politica in merito alla Bua libera circolazione e vendita misero in crisi i cordiali rapporti esistenti a Vicenza -tra il vescovo Farina e il delegato provinciale Ceschi.3) Il Lunario del Roberti anzi provocò a Vicenza le reazioni da parte della Curia vescovile, che non sarebbero state provocate l'anno successivo, come nel resto del Veneto, dalla pubblicazione del libro di Renan, data la esigua diffusione della Vita di Gesù nel Vicentino.4)
Nato a Bassano il 5 ottobre 1817,5) l'abate don Giuseppe Roberti studiò
1) E. RENAN, Vita di Gesù Cristo, traci, ital. con proemio e note di FILIPPO DE BONI, Milano, 1863. Le note introduttive del De Boni sono animate da violento e acre spirito anticlericale. Sul traduttore di Renan si veda L. BHICUGLIO, LO spirito religioso nel Veneto durante la terza dominazione austriaca (Fortuna di Renan), in Rassegna slorica del Risorgimento, a. XLII (1955), p. 36. Sulla diffusione del libro di Renan nel Veneto si vedano L. BRICUGLIO, LO spirito religioso cit., pp. 22-57; C DE ROSA, Storia del movimento cattolico in Italia, I: Dalla Restaurazione all'età giolittiana, Bari, 1966, pp. 60*61.
2) G. ROBERTI, Lunario Civile Italiano per l'Anno 1862 in cui si ricorda la nascita o Ut morte o le gesta degli uomini più illustri per lettere, scienze, arti, virtù civili e militari cominciando dalla nascita di Federico II re di Sicilia 1194 sino ai tempi nostri, Padova, 1862. Del Roberti scrive il Briguglio che le vicissitudini del suo Lunario assumono una certa importanza perché costituiscono un episodio in materia di censura che rivela le prime discordie fra Governo austriaco e Santa Sede un anno prima del più clamoroso caso del libro del Renan. Cfr. L. BRICUGLIO, Questione romana e clero veneto, in Ateneo Veneto, a. OLI (1960), n. 1, p. 54.
3) Per un esame approfondito dei rapporti tra il vescovo Farina e l'autorità austriaca rimando a G. Ci SOTTO, Autorità ecclesiastica e autorità politica a Vicenza dal 1848 al 1866, tesi di laurea discussa col prof. F. Seneca presso l'Università di Padova, A.A. 1970-71, pp. 82-256, dove si cerca anche di mettere in luce gli aspetti più salienti della personalità del prelato. Sul Farina (1860-1888), campione di intransigentismo, legittimismo e temporalismo si possono vedere S. RUMOR, Gio. Antonio Farina Vescovo di Vicenza. Appunti biografici, Vicenza, 1888; S. RUMOR, L'Istituto delle Suore Maestre di S. Dorotea e il suo fondatore barone Gio. Antonio Farina vescovo, Vicenza, 1889; A. MENEGHINI, Laudatio in funere Joannis Antonii Farina episcopi Vicetini, Vicetiae, 1889; S. RUMOR, Gli scrittori vicentini dei secoli decimottavo e decimonono, I, Venezia, 1905-1908, pp. 570-572; G. MAN-TESE, Memorie storielle della Chiesa Vicentina, V, Vicenza, 1952-1964, pp. 123-131; L. CALI ARO, Mons. Giovanni Antonio Farina vescovo di Vicenza, Vicenza, 1959; E. REATO, Le origini del movimento cattolico a Vicenza, Vicenza, 1971, pp. 21-34.
4) Si veda G. CISOTTO, La Vita di Gesù negli echi vicentini, in Vicenza. Rivista della provincia, a. XIII (1972), n. 2, pp. 28-29, dove si analizzano le cause della mancata diffusione dell'opera di Renan nel Vicentino.
5) Figlio di Girolamo e Paola Villa il Roberti era quindi cugino di mons. Domenico Villa, arciprete abate di Bassano, su cui avremo modo di ritornare.