Rassegna storica del Risorgimento

<>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
anno <1974>   pagina <269>
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L'abate Giuseppe Roberti
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esso l'autorità ecclesiastica vedeva un impegno del Governo a proibire la diffu­sione di quei libri che fossero condannati dalla Chiesa. L'articolo in realtà si prestava ad una duplice interpretazione e offriva il destro all'autorità politica per eludere le richieste ecclesiastiche e far circolare tutti i libri che ritenesse non pericolosi per lo Stato, anche se essi erano condannati dalla Chiesa.1) Di conseguenza, alla lettera del vescovo Farina il Delegato provinciale austriaco rispose che gli dispiaceva, ma non poteva far niente. Stava al vescovo tutt'al più richiamare il sacerdote bassanese.2) Come dire: sono cose che riguardano l'auto* rità ecclesiastica, se la sbrigasse dunque da sola.
Il vescovo da parte sua non aveva bisogno di inviti. Fece chiamare il Ro­berti, lo redarguì acremente e lo invitò a stampare una solenne ritrattazione di quanto aveva scritto nel Lunario tendente a promuovere l'avversione, anzi l'odio alla Religione, alla Santa Sede, ed al Sommo Pontefice, e in generale al ceto Sacerdotale.3) H vescovo non era, però, molto convinto che il Roberti avrebbe pubblicato una ritrattazione. Infatti il sacerdote bassanese non lo fece, né allora né in seguito, nonostante ripetute pressioni da parte del vescovo. Il prelato, rotti gli indugi, ricorse allora al metodo repressivo e sospese l'abate bassanese a divinis . La sospensione sarebbe durata finché egli non avesse pubblicato una ritrattazione.4)
Considerate le vicende e la gravità del provvedimento adottato contro il sacerdote bassanese, si rende ora necessario un esame dell'opuscolo che lo pro­vocò: il Lunario.
H vescovo nella sua citata nota al Delegato del 4 gennaio aveva parlato di motti antireligiosi e accattolici (sic). Cerchiamo di appurare quali possono essere. Non credo siano i molti riferimenti storici alla vita e alle opere di Ga­lilei, Machiavelli, Sarpi, Guicciardini, Campanella, Telesio, Giannone, autori con­dannati dalla Chiesa, dal momento che ad essi non era aggiunto alcun commento.
Resterebbero le citazioni che ora riporto. AI 9 gennaio: 1453 supplizio di Stefano Porcari oratore civile; al 10 febbraio: 1633 Galileo Galilei imprigio-
Ordinarli propriam auctoritatem ornai modo libertate exercebunt, ut libros Religioni, mo-rumtjue honestati perniciosos censura perstringant et fideles ab eorumdem lectione avertant. Sed et Gubernium, ne ejusmodi libri, in Imperium divulgentur, quovis opportuno remedio caveb.it Convenlio Inter Sanclissimum Dominum Pium IX Summum Pontificem et Maiesla-lem Sitavi C.R.À. Franciscum Iosephum I Auslriae imperatorem, Patavii, 1855, art. IX. Il testo del Concordato fu pubblicato anche in traduzione italiana dalla Gazzetta Uffiziale di Venezia del 16 e 17 novembre 1855, n. 264 e n. 265 e da La Bilancia (giornale di Mi­lano) del 17 novembre 1855, n. 56.
1) È quello che si verificò nel 1863 per la Vita di Gesù di Renan. Al suo primo apparire nelle province venete il libro fu sequestrato, ma poi il Ministero dì Polizia decise di non provocare contro di esso un procedimento giudiziario e l'opera, rimessa in circola­zione, potè diffondersi liberamente, nonostante le vibrate proteste delle autorità ecclesiasti­che, che vedevano in ciò una violazione dell'articolo IX del Concordato, che a loro avviso imponeva alle autorità politiche di impedire la diffusione di opere contrarie alla religione e alla morale.
2) Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 5 n. 17 dell'8 gennaio 1862 di Ceschi a Farina.
3) Si veda Appendice doc. n. 4.
4) L'Ab. Roberti autore del troppo famoso Lunario decisamente si rifiuta ad ogni dichiarazione da me impostagli per ritrattazione... egli è, e rimane sospeso a divini* inaino che persiste nella scandalosa sua condotta . Si veda Appendice doc. n. 5.