Rassegna storica del Risorgimento

<>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
anno <1974>   pagina <270>
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Gianni A. Cisotto
nato a Roma dalla Congregazione del S. Offìzio; al 14 marzo: 1848 Pio IX pub­blica la Costituzione; al 9 aprile: 1850 Giuseppe Siecardi abolisce nel Piemonte il Foro ecclesiastico; al 14 aprile: 1239 Pier delle Vigne, oratore e poeta, difende nel Parlamento di Palermo Federico II re di Sicilia dalle censure di Papa Gre­gorio IX; al 30 aprile: 1555 muore Marcello II Papa costituzionale; al 20 mag­gio: 1347 Cola di Rienzo divien tribuno e Signore di Roma; al 23 maggio: 1498 Supplizio di Fra Girolamo Savonarola propugnatore della libertà fioren­tina, per decreto del Santissimo Padre Alessandro VI; al 6 giugno: 1576 n. Gio­vanni Diodati eccellentissimo volgarizzatore della Bibbia; al 21 luglio: 1773 Cle­mente XIV Papa abolisce la Compagnia di Gesù; al 22 luglio: 1304 m. Bene­detto XI detto il Papa angelico del Medio Evo; al 6 agosto: 1623 elezione di Urbano Vili Papa inetitutore delle pubbliche ipoteche; al 12 agosto: 1727 Be­nedetto XIII Papa abolisce con sua bolla il gioco del lotto; al 21 agosto: 1511 Pompeo Colonna Vescovo di Rieti, poi Cardinale, sommuove nel Campidoglio il popolo Romano a liberarsi dal dominio dei Papi; al 5 ottobre: 1607 Fra Paolo Sarpi pugnalato stylo Romanae Curiae; al 10 ottobre: 1600 Giordano Bruno, filosofo, arso sul rogo dalla Romana Inquisizione; al 28 ottobre: 1857 m. Giu­seppe Siecardi sapientissimo legislatore; al 29 novembre: 1602 Tommaso Cam­panella, sublime filosofo, condannato a carcere perpetuo dal Tribunale del S. Uffizio. 1
In quel lunario c'erano date che segnavano il disonore di molti, c'erano fatti che bastavano a far traballare sui loro troni idoli d'oro dai piedi di creta . Così lo Zellini,2) ma sembra, a dire il vero, un po' esagerato.
Quelle del Roberti erano certo delle proposizioni critiche, talvolta ironiche, nei confronti del potere temporale del Papa, del S. Uffizio e della Inquisizione, ma, a mio avviso, non come le dipinge lo Zellini, né d'altro canto tali da giusti­ficare la gravità del provvedimento adottato dal vescovo.
È molto probabile, però, che una delle ragioni che possono avere indotto il prelato alla condanna del Lunario e del suo autore sia da ricercarsi nelle evi­denti parzialità del Roberti, preoccupato in campo ecclesiastico di evidenziare esclusivamente i pur reali difetti di un'amministrazione, quella dello Stato pon­tificio, senz'altro non peggiore anche se non migliore di quella di altri governi, mentre ignora invece ogni altra benemerenza culturale, assistenziale e religiosa che indubbiamente non mancò sia nel passato che nel presente. Il Ro­berti in effetti vede i fatti a binario unico , rivelando in ciò la natura eminen­temente polemica del Lunario, al servizio di una causa e di una ideologia e non si preoccupa di conseguenza di una totale rispondenza alla verità quanto invece della forza polemica e ideologicamente rappresentativa di quanto scrive.3)
Tale natura del Lunario si manifesta anche nelle proposizioni di carattere politico, che in qualche modo potevano risultare offensive per il governo austriaco. Appare, quindi, perlomeno strano che l'autorità politica non trovasse nulla da
t) G. ROBERTI, Lunario Civile Italiano cit.
2) L. ZELLINI, L*ab. Giuseppe Roberti cit., p. 23.
3) Sull'atteggiamento an ti temporalista del Roberti si vedano L. BRICUGLIO, Questione romana e clero veneto cit., p. 54, che lo accosta ai nomi di Angelo Volpe e Tommaso De Marchi tra i più rappresentativi sacerdoti veneti liberal-moderati ce anche se la sua figura non è certamente paragonabile, per importanza, a quella degli altri due ; E. REATO, Le origini del movimento cattolico a Vicenza cit., pp. 48-52; E. REATO, Il clero bassaneae e la questione romana cit., pp. 179-186.