Rassegna storica del Risorgimento
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>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
anno
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1974
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L'ubale Giuseppe Roberti
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economici che il Roberti riceveva. ') È proprio da tali indagini che emerge un altro aspetto della personalità del sacerdote bassanese: la sua ostinazione.
Dai rapporti del Commissario distrettuale di Bassano risulta, infatti, che l'opinione pubblica della città era diventata ostile al sacerdote, non approvando la sua ostinazione a non volersi piegare alle richieste del vescovo (la famosa ritrattazione) giudicate miti e ragionevoli. 2> Contatti diretti con il sacerdote convinsero il funzionario locale che il Roberti fosse la personiiìcazione dell'osti-natezza .3)
Accanto all'abate umile e modestissimo, di cui parla il Lenner,4) esisteva un uomo duro, ostinato e orgoglioso, che si rifiutava di aderire alle richieste del vescovo. Pare che neppure suo cugino, l'arciprete di Bassano mons. Villa,5) riuscisse a smuoverlo dalla sua volontà di resistere alle istanze del vescovo, tanto che provò a far intervenire il canonico della Cattedrale di Vicenza
" Àrdi, di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 5 n. 83 del 30 gennaio 1862 di Ceselli da Vicenza al Commissario distrettuale di Bassano. Il Delegato chiedeva al funzionario locale di indagare e riferirgli i nomi di ce tutte quelle persone tanto del ceto sacerdotale quanto del ceto degli Impiegati sia dello Stato sia dei Comuni ed altri corpi tutelati, che vi prendano parte . Probabilmente Ceselli pensava che se un impiegato statale o comunale aiutava un sacerdote condannato dal suo vescovo non poteva essere un buon suddito dell'Impero. Non si spiega altrimenti che la ricerca, dal vescovo sollecitata limitatamente ai sacerdoti, sia dal delegato estesa anche a civili della pubblica amministrazione.
2) Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 5 n. 25 del 23 marzo 1862 il Commissario distrettuale di Bassano a Ceselli a Vicenza. Ammetteva il funzionario locale anche di non essere riuscito a constatare i sovventori del Roberti. Riferiva che non solo sacerdoti di Bassano aiutavano il reprobo, ma anche parroci di fuori Bassano; non aveva, però, prove per confermare le voci raccolte.
3) Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 5 n. 124 del 7 giugno 1862 il Commissario distrettuale di Bassano a Ceselli a Vicenza. Già il vescovo in una nota del 20 marzo al delegato aveva affermato che oc l'ab. Roberti di Bassano sta sempre nella sua pervicace caparbietà . Si veda Appendice doc. n. 8.
*) Rimase sempre, e rimane tuttora un umile e modestissimo sacerdote . J. LENNER, Dette opere dett'ab. Giuseppe Roberti cit., p. 24.
5) Elemento moderato e conciliante, pur nel fermo rispetto del suo ministero, mons. Villa era ben visto dalle autorità austriache. E del 1860 il seguente profilo del sacerdote, incluso nella lista dei proposti come ispettore scolastico. La condotta di Monsìgn. Domenico Villa sia nei riguardi politici, che morali e sociali fu ed è ottima. D'indole buona e onesta, carattere inclinato alla conciliazione ma fermo, addottrinato e studioso, e dedicato al suo ministero, al quale consacra pensiero ed opera . Cfr. Arch. di Stato dì Vicenza. Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 55 n. 134 dell'I 1 giugno 1860. Sul Villa si possono vedere: L. BRIGNOLI, 7 dieci anni dell'episcopato di Mons. Domenico Maria Villa. Ricordo al popolo di Parma, Parma, 1882; G. B. GOBBI, Per le solenni esequie di Mons. Domenico Maria Villa Vescovo di Parma, funebre elogio detto nel Duomo di Bassano il 23 ago-sto 1882, Bassano. 1882; G. B. TESCARI, Elogio funebre di Mons. Domenico Maria Villa Vescovo di Parma nelle solenni esequie celebrate in Seminario il giorno 31 luglio 1882. Parma, 1882; C. PELOSI, Domenico Villa, vescovo di Parma (1872-1882), in Chiesa e religiosità in Italia dopo l'Unità (1861-1878), voi. I, Milano, 1973, pp. 172-250; S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., voi. Ili, pp. 325-331, che contiene l'elenco delle opere.