Rassegna storica del Risorgimento
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>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
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1974
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Gianni A. Cisotto
don Pietro Marasca, che era amico del Roberti,1 ma tutto inutilmente.2) Don Roberti non firmò mai, a quanto risulta, una dichiarazione di ritrattazione.
La polemica sul Lunario si chiuse con un'ultima nota di protesta del vescovo Farina presso l'autorità politica del 20 marzo.3' In essa il prelato segnalava i nomi di mons. Villa,4) di don Jacopo Ferrazzi, 5> di don Piero Bonvi-
') Il Roberti fu legato da amicizia col Marasca; scrìveva nell'aprile del 1865 da Milano al bassancse Giumenti: Se mai vedesse Mons. Marasca gli dica che ho sempre pre-sente la sua memoria . Biblioteca Civica di Bassano, Epistolario Trivellini, XXII-9 il Roberti da Milano al dott. Luigi Chi menti a Bassano del 5 aprile 1865. Sul Marasca, di tendenze peraltro poco tenere nei confronti delle idee liberali, si vedano F. LAMPERTICO. Ricordi del canonico Pietro Marasca ai suoi antichi scolari, Vicenza, 1870; F. LAMPERTICO, Di Pietro Marasca canonico della Cattedrale di Vicenza, professore emerito del Liceo, Venezia, 1891; S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., voi. II, pp. 264-265; G. MANTESE, Memorie storiche della Chiesa vicentina cit., voi. V, p. 89. Del Marasca esiste presso la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza un cospicuo carteggio con vari corrispondenti.
2) Scriveva mons. Villa al Marasca come siamo rimasti intesi favorisca di sollecitare il cugino Roberti a recarsi a Vicenza, e a finirla . Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, Carteggi Marasca, mons. Villa da Bassano al Marasca a Vicenza datata 6 maggio 1862. Mons. Villa si era già rivolto al Marasca nel marzo del 1862 perché si adoperasse a favore del cugino. Si veda Appendice doc. n. 9.
3) Si veda Appendice doc. n. 8. Anche l'autorità politica decise di chiudere il caso, ce salvo di riprendere in attenzione l'argomento nel caso di nuove rimostranze di Mons. Vescovo . Cfr. Ardi, di Stato di Vicenza. Atti Delegazione Provinciale Austrìaca, fase. 39 n. 543 del 14 giugno 1862 di Ceschi a Beltrame.
*) Di un aiuto di mons. Villa al cugino aveva scritto anche il Commissario di Polizia di Vicenza Beltrame al delegato. Cfr. Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austrìaca, fase. 39 n. 497 dell'8 giugno 1862. Quanto mons. Villa faceva per il Roberti sembra dettato, a mio avviso, solo dai legami di parentela che intercorrevano tra i due, non certo da appoggio ideologico, in quanto il monsignore era ritenuto, anche dalle autorità austrìache, un sacerdote pio e coscienzioso, un uomo e di naturale carattere conciliativo e tranquillo . Cfr. Arch. di Stato di Vicenza. Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 5 senza numero del 14 aprile 1862. Rapporto delII.R. Commissario superiore di Polizia di Vicenza al Delegato provinciale sul conto di alcune persone di Bassano, tra le quali appunto il Villa e lo stesso Roberti.
*) Ordinato sacerdote nel 1835 don Giuseppe Jacopo Ferrazzi (Cartigliano 1813-Bassano 1887) fu cappellano e professore del Ginnasio di Bassano e presidente dell'Ateneo bassanese. da lui fondato nel 1845. Prese parte ai moti del 1848 e per tale motivo il governo austrìaco lo sospese nel 1849 dall'insegnamento. Lo potè riprendere un anno dopo per interessamento dell Arcivescovo di Udine, che era un Bassanese. Fra le sue opere va ricordato soprattutto il Manuale Dantesco (Bassano 1865-1877) in 5 volumi. Sul Ferrazzi si vedano 0. BBENTARI, Della vita e degli scritti delVah. prof. G. J. Ferrasti, Bassano, 1887; S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., voi. I, pp. 601-607 dove si può trovare l'elenco completo delle opere; E. REATO, Le origini del movimento cattolico cit., p. 46; E. REATO, Il clero bassanese e la questione romana cit., p. 178. Si veda anche Arch. di Stato di Vicenza, Atti Delegazione Provinciale Austriaca, fase. 55 n. 5907 del 29 ottobre 1865 di Toggenburg a Ceschi e n. 1757 del 15 aprile 1865 sempre di Toggenburg a Ceschi, riguardo a due onorificenze conferite dall'Imperatore d'Austria al Ferrazzi per meriti culturali.