Rassegna storica del Risorgimento
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>; ROBERTI GIUSEPPE; STATO E CHIESA V
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1974
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Gianni A. Cisotto
Nel capoluogo lombardo il sacerdote si fermò fin quasi alla morte avvenuta il 6 aprile 1889 nella sua Bassano, dove era ritornato da un anno tra incomprensioni e ostilità. *)
GIANNI A. CISOTTO
APPENDICE
1
Al Chiarissimo Dottore Signor Francesco Testa2) a Santa Corona
[Vicenza dalle Carceri di S. Biagio, 1844]
Testa mio caro, non so se le siano capitate due lettere mie scritte l'una dalle Carceri di Cremona, l'altra da S. Bonifazio. Sapesse il caso succedutomi uscendo dalla città di Parma con alcuni libri proibiti ed uno scritto del Giordani ingiù* rioso al governo di Francesco 1. Fu una leggerezza, una imprudenza, una vera inesperienza della vita, e non per torto ho dovuto penare nelle carceri di Cremona consumato dal dolore e dall'inedia. Fui ieri tradotto fra due gendarmi in Vicenza. Credeva d'esser quasi libero quando mi vedo precipitato nell'ultima ruina. Il Governo di Venezia vuol vedere tutte le carte del mio baule, fra le
parte della Civiltà Cattolica. Anche E. REATO, II clero bassanese e la questione romana cit., pp. 183-184.
i) 0. BRENTARI, Ab. Giuseppe Roberti cit. e L. ZELLINI, Uab. Giuseppe Roberti cit., p. 23. Il Roberti, che combatté quotidianamente la sua battaglia in nome della libertà di coscienza, sfidando l'intransigenza delle autorità ecclesiastiche L. BRIGUGLIO, Correnti politiche nel Veneto dopo Villafranca (1858-1866), Roma, 1965, p. Ili fu preso ad esempio da tutta una generazione di sacerdoti bassanesi, che trovarono in lui un modello, e talvolta anche un pretesto, cui ispirarsi nella loro battaglia contro l'autorità ecclesiastica in difesa della libertà di coscienza. Dalla cerchia di sacerdoti che lo sostennero durante le sue controversie con il vescovo Farina uscirono i maggiori esponenti della polemica antitemporalista che si svolse su II Brenta dopo l'unione del Veneto all'Italia. Già prima, però, in occasione della protesta antivolpiana, il clero bassanese era stato in prima linea nella diocesi vicentina nel rifiuto di sottoscrivere il documento. L'atteggiamento dei sacerdoti liberali bassanesi non era, però, un fenomeno isolato dal contesto cittadino. Essi infatti quasi tutti insegnanti nelle scuole locali e in buona parte legati alle principali famiglie cittadine, godevano certamente di larga considerazione nella popolazione (E. REATO, Il clero bassanese e la questione romana cit., p. 179, anche in generale sull'atteggiamento del clero liberale bassanese, sia in occasione della protesta antivolpiana che delle polemiche an-titemporaliste; si veda pure B. BERTOLI, Le orìgini del movimento cattolico a Venezia, Brescia, 1965, pp. 105-106). Su Bassano rimando a 0. BRENTARI, Storia di Bassano, Bassano, 1887. Su II Brenta si possono vedere G. MANTESE, Memorie storiche cit., voi. V, pp. 155-157; E. REATO, Le origini del movimento cattolico cit., pp. 53-58.
2) Francesco Testa (Vicenza 1761-1846), letterato e poeta, fu grande studioso dei classici e corrispondente epistolare di Pietro Giordani, amicizia quindi che aveva in comune col Roberti. Autore di molte operette in versi e in prosa, il Testa ebbe una particolare disposizione per la satira. Su di lui S. RUMOR, Gli scrittori vicentini cit., voi. Ili, pp. 177-183.