Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <282>
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I FATTI DI AIGUES-MORTES H LE LORO RIPERCUSSIONI IN ITALIA H
Aigues-Mortes si può considerare una delle pagine dolorose della nostra emigrazione. L'eccidio, causato dalla concorrenza che i lavoratori italiani al­l'estero operavano nei confronti dei colleghi indigeni quali rinvilitori di salario e turbatori di sciopero, ripropose il problema urgente del lavoro italiano al-l'estero, delle leggi protettive sugli operai connazionali, dell'educazione sinda­cale degli emigrati.l) I vari governi, da quando il 30 gennaio del 1868 la que­stione era stata sollevata per la prima volta alla Camera dei deputati,2) non si erano mai occupati a fondo di tale problema. Solo alcune organizzazioni reli­giose e laiche si erano prese a cuore il destino dei nostri lavoratori, aiutandoli anche se in maniera limitata e parziale, poiché all'indirizzo caritatevole non si erano accoppiate sistematiche iniziative economiche.3
H Giolitti, che dovette affrontare e risolvere la fase più acuta della crisi seguita all'eccidio di Aigues-Mortes, preso da questioni più gravi e urgenti, non potè occuparsi del problema dell'emigrazione; né volle farlo il Crispi che di Aigues-Mortes ereditò lo strascico finanziario delle indennità e a cui scottava riaprire piaghe già rimarginate e dimenticate. Era quello il periodo dello scan­dalo della Banca romana, dei moti dei Fasci in Sicilia, della discussione sul piano finanziario Sonnino, di problemi più inquietanti e determinanti per quei governi. La posizione del Crispi nei confronti dell'emigrazione era stata quanto mai ambigua e contraddittoria negli anni precedenti. Questi, pur considerando remigrazione come un positivo mezzo di espansione economica, aveva asserito che avrebbe fatto del suo meglio per impedirla. Anche il suo atteggiamento nei confronti delle missioni cattoliche all'estero era stato oscillante e aveva subito i contraccolpi della sua linea politica nei confronti del Vaticano. D'altra parte il progetto da lui presentato alla Camera il 15 dicembre 1887 si occupava del­l'emigrazione sotto il semplice profilo della pubblica sicurezza, non interessan­dosi della tutela degli emigranti.4)
Neanche i socialisti si erano occupati dell'emigrazione volti com'erano ai movimenti di concentrazione e di organizzazione degli operai e non a quelli di allontanamento e di dispersione. Solo Antonio Labriola, intuiti i gravi problemi posti dall'organizzazione e dall'educazione socialista degli emigranti, aveva svolto una notevole attività nei riguardi dell'emigrazione, finché al congresso socialista internazionale di Zurigo dell'agosto 1893 era riuscito a far approvare la sua mozione concernente l'internazionalismo proletario, malgrado l'insensibilità dei
1) ANTONIO LABRIOLA, / segretari internazionali del lavoro e il movimento operaio e socialista in Italia, in Critica sociale, a. I, n, 13, 10 settembre 1891, ora in ANTONIO LA­BRIOLA, Scritti politici 1886-1904, a cara di GEHRATANA, Bari, Laterza, 1970, p. 268.
2) F. MANZOTTI, La polemica sull'emigrazione nell'Italia unita, Milano-Roma-Napoli-Città di Castello, S. edit. Dante Alighieri, 1962, p. 9.
3); MANZOTTI, op. ai., pp. 98-109. 4) F. MANZOTTI, op. cil., pp. 82-85.