Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <285>
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I fatti di Aigues-Mortes 285
francesi dell'Arderne, del Limousin, dell'Auvergne; e del giudice di pace che aveva fatto rilasciare il Giordano e gli altri Italiani arrestati avendone appurato l'innocenza. In seguito, però, questi ritratterà le sue asserzioni accettando l'ac­cusa che un tale chiamato Marguerit rivolgeva al Giordano come principale
aggressore.1)
La rissa non rimase circoscritta alle saline poiché alcuni operai francesi, recatisi ad Aigues-Mortes, cominciarono a spargere notizie esagerate sugli avve­nimenti accaduti affermando falsamente che tre dei loro compagni erano stati uccisi. La sommossa divenne generale dando vita per alcuni giorni ad una san­guinosa caccia all'Italiano. Nel pomeriggio del 16 agosto alcuni operai italiani che si trovavano in città, per salvarsi, furono costretti a rifugiarsi in una panet­teria e solo il giorno successivo alcuni di loro poterono partire per l'Italia, aiutati dal maire e da qualche gendarme. I rimanenti si barricarono nella pa­netteria impossibilitati ad uscire per le cattive intenzioni della folla che li fuori tumultuava. Il maire aveva chiesto sin dal giorno precedente al prefetto di Nimes l'invio di rinforzi. Ma i rinforzi , venticinque gendarmi comandati dal capitano Cabley, non furono in grado di sedare i disordini e di evitare spargi­mento di sangue. L'episodio più cruento, originatosi nelle stesse saline, ebbe poi come teatro la cittadina di Aigues-Mortes. Una banda di Francesi si era avviata alle saline per battervi gli Italiani; ma era stata preceduta dal capitano Cabley al comando di quindici gendarmi. Questi, per evitare disordini, fecero entrare gli Italiani in una baracca, presidiandola. Alcuni Francesi, aggiratala, ne sfondarono il muro; altri, saliti sul tetto, lo scoperchiarono scagliando, infine, sassi, tegole, travi, contro i rifugiati. Il capitano Cabley, sceso a patti cogli assalitori, ottenne il permesso di condurre gli Italiani in prigione. Durante il cammino, ad 1 km. da Aigues-Mortes, sopraggiunse la grossa banda, molto armata, formatasi nella cittadina durante il trasporto degli Italiani dalla panetteria alla stazione. Dopo un tafferuglio, il drappello, riordinato, continuò la marcia. Si era pensato di ricoverare gli Italiani nella torre di Costanza situata all'angolo Nord-ovest delle mura cittadine. Per giungervi bisognava entrare in città. Nel tratto che lo sepa­rava dalla torre, il gruppo fu assalito da urna folla furiosa; i caduti furono cal­pestati e schiacciati. Alla fine solo trentotto dei novanta partiti dalla Fangouse riuscirono ad entrare nella torre. Le indagini appurarono che i morti erano stati otto e i feriti diciassette.2)
Il 18 agosto il indaco di Aigues-Mortes, Marius Terras, fece affìggere un manifesto col quale informava i suoi concittadini che gli Italiani erano stati tutti licenziati e li invitava a mantenere la calma dal momento che ogni sod­disfazione era stata loro accordata. Tali espressioni produssero un notevole fer­mento in Italia, poiché si disse il primo cittadino di Aigues-Mortes aveva
1) Rermans, procureur general de Nimes à S. E, in. Guerin, ministre Garde des Sceaux, Nimes 26 aout 1893, Dossier n. 2246 A 93 cit., A. N. Paris. Nados, procureur general de Nimes à S. E. m. Guerin, ministre Garde des Sceaux., Nimes 24 oetobre 1893, ibidem. Le juge de paix d* Aigues-Mortes a m. le procureur de la République, Aigues-Mortes 24 oetobre 1893, ibidem. Libro verde, Relazione del regio console generale in Marsiglia: III, Racconto degli avvenimenti in A igues-Mortes, p. 46.
2) Nados, procureur general, Nimes 15 novembre 1893, Dossier cit., doe. n. 646, A. D. Charcnte. Le procureur de la République à m. le procureur general, Nimes 12 di­cembre 1893, foglio n. 21, ibidem. Libro verde. Relazione del regio console generale in Mar­siglio: III, Racconto degli avvenimenti in Aigues-Mortes, pp. 45-51,