Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <289>
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I fatti di Àigues-MorLes 289
Giolitti, in vacanza a Ceresole Reale, Rogano, sottosegretario di Stato per l'In­terno, per motivi familiari, e il direttore generale della P. S. che era in con­gedo. Il ministro degli Esteri, Brin, cercò di organizzare, fino al ritorno del Rosano, la tutela dei luoghi maggiormente esposti all'ira popolare: palazzo Far­nese, sede dell'ambasciata di Francia presso il Quirinale e palazzo Rospigliosi, sede dell'ambasciata di Francia presso il Vaticano. Ordinò al prefetto di Roma, Calenda, di chiudere con cordoni di truppa gli accessi a quegli edifici per di­fenderli meglio dagli assalti della folla. Sebbene la quasi totalità degli animi fosse, in quel momento, ostile alla Francia, non fu neanche trascurata la possi­bilità di una dimostrazione anti-tripli cista. Così anche l'ambasciata germanica fu custodita per evitare il turbamento dei rapporti internazionali.1)
Tuttavia le forze di sicurezza disposte per la tutela dei vari edifici si rive­larono esigue rispetto al numero considerevole dei dimostranti. I funzionari pec­carono di leggerezza non organizzando in modo adeguato la difesa della città poiché non immaginavano che le dimostrazioni si sarebbero svolte in modo tanto violento. Pur avendo mobilitato l'esercito e i carabinieri non si avvalsero prontamente di quei rinforzi, ordinando, anzi, che le compagnie restassero con­segnate nelle caserme loro destinate ed evitando di chiudere con cordoni gli accessi alle ambasciate, malgrado gli ordini ripetutamente ricevuti.2) Accadde così che sia la sera del 9 sia la sera del 20 agosto la forza pubblica si trovò in difficoltà, quasi colta di sorpresa, tanto che la folla potè, fino a un certo punto, portare a compimento la sua opera devastatrice. Il 19 sera la dimostrazione ebbe come epicentro palazzo Farnese contro il quale i dimostranti sfogarono i loro sentimenti anti-francesi scagliando sassi e rompendo qualche vetro. Un altro gruppo ruppe i vetri del collegio francese e ne svelse anche gli stemmi l'uno pontificio, l'altro del cardinale protettore, bruciando infine quest'ultimo.3) An­che il 20 palazzo Farnese fu preso di mira dai dimostranti che, non contenti di lanciare soltanto sassi, cercarono di dar fuoco al portone servendosi di tre pa­lanche da muratori che coprivano gli scavi delle due fontane della piazza. Il piano, però, non fu portato a compimento perché giunsero altri rappresentanti della forza pubblica. Quella stessa sera si profilò più chiaramente il senso poli­tico delle dimostrazioni. In piazza Colonna un tafferuglio tra anarchici e socia­listi da una parte e monarchici dall'altra, diede vita ad un dibattito ideologico tra i primi, ostali alle dimostrazioni anti-francesi e favorevoli alla fratellanza e all'unione dei lavoratori; e i secondi, esaltatori della Triplice e di Crispi.4)
1) Relazione della commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Roma la sera del 20 agosto 1893* in Gazzetta ufficiale, n. 203, 29 agosto 1893, p. 3. Il consigliere delegato agli ispettori Campitelli, EsquUino, Comando r.omp. int. carab., 19 agosto 1893, Archivio di Siato di Roma [D'ora in poi: A. S. RJ, Gabinetto questura n. 2699, b. 54. n. 230, doc. n. 18827. Il consigliere delegato agli ispettori sezioni delegati Suburbio, Comando corno, int. carab.. Coni, guardie di città, 19 agosto 1893, ivi, doc. n. 18807.
2) Pel consigliere delegato agl'Ispettori sezione Delegato suburbio, Capii. RR. carab. camp. int. comando guardie càuti, Roma* 19 agosto 1893, A. S. R., Gabinetto questura n. 2699, B. 54, n. 230, doc. n. 18829. Relazione della commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Roma la sera del 20 agosto 1893* in Gazzetta ufficiale cit.
3) // commissario di questura Sandri al prefetto di Roma, ministero Interni, 19 agosto 1893, A. S. R., Gabinetto questura n. 2699, B. 54, n. 230, doc. n. 18862. Le dimostrazioni di ieri sera, in La Tribuna, n. 229, 21 agosto 1893, p. 2.
<) Relazione del cav. Buonerba, 20 agosto 1893, A. S. R., Gabinetto questura n. 2699, B 54. n. 230. L'ispettore Maynetti al questore, 21 agosto 1893, ivi. Gli ispettori Carminati