Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <290>
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Nunziata Lo Presti
A Roma Punita d'azione tra anarchici e socialisti, ammessa dallo stesso La­briola, f) suscitava dei problemi e sembrava mettere in contraddizione gli stessi socialisti che ripetutamente avevano negato la loro partecipazione ai tafferugli. Evidentemente i moti non erano stati organizzati dal partito ma questo non aveva potuto impedire che molti lavoratori, anche se socialisti, scendessero in piazza e facessero causa comune cogli anarchici.
Tali incidenti, offensivi per la nazione francese, venivano a compromettere la riuscita del negoziato diplomatico. L'on. Rosano, ritornato il 20 a Roma, ri­tenne necessario sospendere a tempo indeterminato con Decreto Ministeriale il prefetto Andrea Calenda, l'ispettore Sandri, reggente la questura e l'ispettore May netti. Per assodare le responsabilità di ciascuno di essi, con un altro decreto ministeriale nominò una commissione d'inchiesta composta dal sen. Tancredi Canonico, presidente di sezione alla corte di Cassazione di Roma, presidente; dal generale conte Luchino Dal Verme, deputato al Parlamento; dal comm. Carlo Guala, consigliere di Stato. La commissione riconobbe il prefetto e il questore responsabili dei disordini romani per non aver preso misure di sicurezza atte a stroncare le dimostrazioni. E se qualche attenuante si poteva trovare per il funzionante da questore a causa di un errore di calcolo circa gli nomini effettiva-mente presenti a piazza Farnese,2) anche questi, tuttavia, si era rivelato super­ficiale in alcune circostanze convinto com'era che nulla di grave stesse per acca­dere (aveva infatti ordinato all'ispettore Gotti di portare aiuto al suo collega May nel ti utilizzando non tutta la truppa della caserma S. Marta ma soltanto cin­quanta uomini); nessuna giustificazione era possibile per il prefetto che aveva disubbidito agli ordini di Brin e di Rosano non avendo fatto custodire le due ambasciate francesi anche con l'ausilio dell'esercito che era rimasto consegnato in caserma. La sua azione era stata anche arbitraria poiché non aveva preso ac­cordi coll'autorità militare che avrebbe potuto prospettare l'insufficienza delle misure adottate. Solo l'ispettore Maynetti fu prosciolto da ogni accusa poiché sia il 19 sia il 20 agosto si era posto alla dipendenza dell'ispettore Gotti.3)
La notizia delle sospensioni dei funzionari italiani e la nomina della com­missione d'inchiesta, aveva suscitato una profonda indignazione in Italia anche perché in Francia non era stato ancora risolto il problema del manifesto del sindaco. L'attacco all'azione governativa venne ancora una volta dalla stampa cri-spina e di destra che solleticavano l'amor patrio riscontrando nelle punizioni dei
e Pasquali al questore, 21 agosto 1893, ivi, A Roma le nuove e più, gravi dimostrazioni di ieri sera, in La Tribuna, n. 230, 22 agosto 1893, pp. 2-3.
1) Antonio Labriola a Engels, Napoli 27 agosto 1893 cit.
2) l funzionante da questore riteneva che ogni compagnia di linea fosse composta di novantotto uomini per cui, secondo i suoi calcoli, in piazza Farnese avrebbero dovuto trovarsi circa cinquanta uomini in più di quelli che erano presenti. Il numero inferiore era dovuto ad una recente disposizione onde, occorrendo richieste di truppe, l'autorità di P, g. ne avrebbe dovuto mettere a disposizione per unità tattiche, non per numero di uomini; le unità erano composte di un numero massimo di novanta uomini. Tuttavia an­che se fossero stati presenti quei cinquanta uomini la situazione non sarebbe migliorata poiché nella piazza era necessario un rinforzo di duecentosettanta uomini invece dei cen­tocinquanta realmente presenti. Relazione détta commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Roma la sera del 20 agosto 1893, in Gazzetta ufficiale cit.
3) Relazione della commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Roma la sera del 20 agosto 1893, in Gazzetta ufficiale cit.