Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <291>
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/ fatti di Aigues-Morles 291
funzionari romani un'umiliazione inflitta all'Italia e trovando nella tiepida ri­sposta delia Francia, per quanto concerneva la punizione del sindaco, un'occa­sione di casus belli. D'altronde, insinuavano i giornali cri spini, i funzionari so­spesi non si potevano considerare effettivamente responsabili dei disordini se il Giolitti stesso, come ministro dell'Interno, non si era ufficialmente interessato alle dimostrazioni italiane continuando a soggiornare a Ceresole Reale.l) Più concilianti erano la stampa filo-governativa e quella filo-francese che interpre­tavano il provvedimento non come una soddisfazione data alla Francia, ma piut­tosto come una lezione per insegnare in che modo ì popoli civili si affrettino a tutelare il diritto delle genti eliminando nello stesso tempo la ragione di ogni dissidio internazionale.2) TI rigore dimostrato dall'onorevole Rosano era giusti­ficato dal fatto che. coll'illegalità delle dimostrazioni e i danni causati agli sta­bilimenti francesi, avvenimenti tutti che ferivano direttamente il governo fran­cese e ledevano una delle più importanti leggi internazionali, il negoziato diplo­matico già avviato poteva subire una battuta d'arresto. Questo atto di abile politica sostenne anche la stampa cattolica aveva risparmiato al paese gravi difficoltà.3)
Il prefetto tentò di coinvolgere nella responsabilità dei disordini romani i funzionari del ministero dell'Interno, in quei giorni assenti dalla capitale, poiché la tutela dell'ordine pubblico a Roma era regolata direttamente dal mi­nistero. Ribadiva in tal modo le accuse lanciate al Giolitti dalla stampa rrispina per quella sua assoluta astrazione nei riguardi delle dimostrazioni romane. Se da un lato la commissione d'inchiesta riconobbe la verità delle asserzioni del Calenda. dall'altro troncò ogni disputa osservando che la polizia era dalla legge affidata al prefetto, come in qualsiasi capoluogo di provincia . *)
ISTon certo la sospensione dei funzionari ridiede vigore alla forza pubblica, anche se questa cercò di difendere gli stabilimenti francesi e tutti i luoghi inte­ressati alle controdimostrazioni con un più adeguato spiegamento di forze. Lo sciopero degli scalpellini del cantiere di Porta Maggiore, del palazzo di Giustizia e del monumento a Vittorio Emanuele al Campidoglio, iniziato il 21 agosto, sconvolse nuovamente l'ordine pubblico. Dopo i primi scontri pomeridiana con le forze dell'ordine, la sera gli operai, insieme a un folto gruppo di dimostranti, innalzarono barricate presso ponte Sisto lottando per alcune ore con gli agenti, riuscendo a ferire alcuni soldati, tenendo in scacco, infine, la forza pubblica e disperdendosi solo all'arrivo della cavalleria, dopo aver appiccato il fuoco alle barricate. Lo stesso Rosano e il reggente la prefettura Ruspaggiari accorsero sul luogo degli scontri per rendersi personalmente conto della portata di quegli av­venimenti. Il Rosano cercava di salvaguardare con ogni mezzo l'ambasciata fran­cese in modo da appianare ogni probabile attrito tra le due nazioni. TI Ratarrl, sostituto dell'ambasciatore francese presso il Quirinale, d'altra parte, aveva più
*) Le punizioni dei funzionari* m La Riforma, n. 234, 22 agosto 1893, p. 3. Ifigenia* in // Mattino, n. 234. 22-23 agosto 1893, p. 1.
2) Si comincia, in La Tribuna, n. 230, 22 agosto 1893, p. 1. Un esempio energico, in fi Secolo, n. 9835, 22-23 agosto 1893, p. 1.
3) Lettere da Roma, in L'Osservatore cattolico, n. 193, 24-25 agosto 1893, p. 1.
<) Relazione della commissione d'inchiesta sui fatti avvenuti in Roma la sera del 20 agosto 1893, in Gazzetta ufficiale cit.