Rassegna storica del Risorgimento
AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
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1974
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Nunziata Lo Presti
Le dimostrazioni patriottiche si svolsero nei giorni 20, 21, 22 agosto, all'insegna della Triplice, come nelle altre città. Ma a Napoli, la parte più rilevante di tali dimostrazioni non fu costituita tanto dalla protesta per i fatti di Aigues-Mortes, quanto, piuttosto, dalle collisioni tra la forza pubblica e i dimostranti; collisioni avvenute presso il caffè Gambrinus e in piazza Depretis e culminate poi nell'uccisione del piccolo De Matteis.
La polizia in quei giorni agiva energicamente poiché il numero degli organici era insufficiente a stabilire l'ordine in circostanze anormali. I dimostranti, approfittandone, erano divenuti molto audaci, e la pubblica sicurezza, vedendosi sopraffatta, aveva cercato di acquistarsi, mediante atti di maggiore energia, quella prevalenza che le mancava nella realtà.
I fatti più rilevanti nelle dimostrazioni ebbero inizio soltanto il 23 agosto, allorché i cocchieri, -approfittando della situazione caotica in cui versava la città, inaspettatamente si posero in sciopero. I cocchieri volevano che i conducenti dei tram si associassero alla loro protesta. Poiché questi non vollero aderire, sfogarono la loro ira sui mezzi tranviari e sugli omnibus, impedendo a molti tramways l'accesso alla città e distruggendo la sede stessa dei tram e alcune vetture. In quest'opera vandalica furono aiutati dai dimostranti per i fatti di Aigues-Mortes. H 24 agosto, per far riprendere il servizio ai tram e agli omnibus, che era stato sospeso il giorno precedente, furono posti a guardia di ciascuna vettura degli agenti, con scarso risultato, però, perché il numero delle vetture incendiate superò quello del giorno precedente. La forza pubblica reagì energicamente ferendo parecchie persone a porta Capuana e uccidendo un bambino a Feria. Dalle successive indagini svolte dalla Commissione d'inchiesta, si appurò che i colpi erano stati esplosi dal maresciallo dei carabinieri Ponzetti che, assieme a due carabinieri e a due guardie di finanza, aveva cercato di tutelare il tram n. 82 che transitava per Foria. Poiché la forza pubblica aveva fatto di Napoli una città fuori della legge e fuori della vita , il prefetto, esortato dai deputati napoletani Bovio, Altobelli, Simeoni, decise di affidare la tutela dell'ordine pubblico all'esercito. Il 25 agosto, infatti, Giolitti inviò a Napoli contingenti di truppa attuando uno stato d'assedio di fatto, anche se non proclamato.J)
Dal momento che vi era stata imprevidenza e in qualche caso eccesso da parte dei funzionari di pubblica sicurezza, Giolitti nominò una commissione d'inchiesta per appurare le responsabilità dei funzionari civili e militari; tale commissione era composta da Inghilleri, presidente, dal generale Malacria e dal consigliere di cassazione Ciollaro. Poiché il prefetto rassegnò le dimissioni, la direzione del servizio di polizia venne affidala al commissario Ramognini.2) La commissione d'inchiesta reputò il maresciallo Ponzetti colpevole per l'uccisione del piccolo De Matteis e altrettanto colpevoli, per altri reati, alcuni funzionari di pubblica sicurezza e dei carabinieri, nonché altri individui accusati di aver danneggiato e incendiato i tram. La corte d'Appello di Napoli prosciolse, il 17 dicembre 1894, tutti gli agenti imputati perché i fatti a loro attribuiti non furono riconosciuti punibili; mentre condannò, 1*11 dicembre 1893, a pene detentive, con, un massimo di cinque anni e dieci mesi circa di reclusione e a pene
i) D. FABIWI, Diario di fine secolo a cura di EMILIA MORELLI, Roma, Bardi, 1961, gp, 342-344. P. Vico, op. cit>, p. 291.
2) Gioititi al ministro della Real ausa, RaUuzzi, a Monza, 25 agosto 1893, in Dalle carte di Giovanni Giolitti cit., p. 165.