Rassegna storica del Risorgimento
AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
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Nunziata Lo Presti
decisione era dettata da un giustificato motivo prudenziale. Il governo Crispi non voleva che fossero riaperte piaghe già rimarginate, sia per non suscitare di nuovo l'indignazione pubblica, sia perché cercava di avvicinarsi politicamente alla Francia. Blanc era del parere che l'incidente si dovesse considerare chiuso mentre, poste le nuove condizioni dal ministero francese riguardo alle indennità, esso sarebbe stato riaperto, cosa che si sarebbe dovuta evitare a scanso di nuove irritazioni tra i due paesi . Perciò era disposto a concedere i 30.000 franchi per i danneggiati francesi per togliere ogni cagione di animosità tra i due paesi e per un sentimento di solidarietà verso i lavoratori senza distinzione di nazionalità, purché un simile atto di mera benevolenza non dovesse costituire un precedente . *) Se Blanc aveva finalmente accolto le richieste di Casimir-Périer, quello su cui non avrebbe mai acconsentito era la questione della forma in cui si sarebbero dovute versare le indennità. Casimir-Périer avrebbe presentato un progetto di legge al parlamento per la richiesta della somma da elargire alle famiglie delle vittime di Aigues-Mortes e voleva che anche il governo italiano procedesse in tal modo poiché così il parlamento francese avrebbe avuto un'assicurazione legale.2) Blanc, però, non aveva intenzione alcuna di sollevare delle discussioni che sarebbero state legalmente non necessarie, e politicamente inopportune e tali da riaprire questioni irritanti . Essendo la questione della forma, di ordine interno, sosteneva Blanc, ogni governo avrebbe dovuto procedere a suo piacimento. Il governo italiano escludeva la procedura parlamentare ritenendo sufficiente e dignitosa l'affermazione spontanea delle reciproche indennità. Il governo francese avrebbe potuto agire come credeva, trattandosi di questione interna.3) Se da parte francese si fosse insistito sulla procedura parlamentare, Blanc era pronto a far cadere la questione delle indennità, poiché non voleva riaprire discussioni irritanti.4) Vi era sempre il timore che, ritornando su un argomento tanto delicato come quello dei fatti di Aigues-Mortes, l'opinione pubblica reagisse in maniera imprevedibile e che l'ordine da poco ristabilito venisse messo in pericolo. Di fronte al fermo atteggiamento di Blanc, Casimir-Périer fu costretto ad accettarne il punto di vista, considerando chiusa la questione della forma.5) Alla fine le cifre già concordate furono poste a disposizione delle rispettive ambasciate.6)
IL PROCESSO. Ormai da qualche mese si era spenta l'eco dei fatti di Aigues-Mortes che tante polemiche avevano acceso in Italia e in Francia. Se per
1) libro verde, Blanc, ministro degli Affari esteri, a Ressman, regio ambasciatore in Parigi, Roma 19 dicembre 1893, doc. n. 6, p. 11.
2) Ressmann, règio ambasciatore in Parigi, a Blanc, ministro degli Affari esteri, Parigi 9-12 gennaio 1894, ibidem, doc. n. 9, p. 14.
3) libro verde, Blanc, ministro degli Affari esteri, a Ressmann, regio ambasciatore in Parigi, Roma 10 gennaio 1894, doc. n. 10, p. 14.
4) Blanc, ministro degli Affari esteri, a Ressmann, regio ambasciatore in Parigi, Roma 13 gennaio 1894, ibidem, doc. n. 13, pp. 17-18.
5) Libre Jan un, Casimir-Périer, président du Conseil, ministre des Affaires étrangères, a S. E. Ressmann, ambassadeur d'Italie à Paris, Paris 22 janvier 1894, doc. n. 24, p. 15. Minuta in A. D. Paris, Correspondance politique Italie 110, iX. 121-124.
6) libro verde, Ressmann, regio ambasciatore in Parigi, a Blanc, ministro degli Altari esteri, Parigi 25 gennaio 1894, doc. n. 16, p. 19. Livre jaune, M. Billot, ambassadeur de la République francaise prbs S. M. le roi d*Italie, à Casimir-Périer, président du Conseil, ministre des Affaires étrangères, Rome 22 janvier 1894, doc, n. 26, p. 16. Minuta in A. D. Paris, Correspondance politique Italie 110, L. n. 19, f. 156.