Rassegna storica del Risorgimento

AIGUES-MORTES STORIA 1893; EMIGRAZIONE ITALIANA FRANCIA 1893; I
anno <1974>   pagina <299>
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, I fatti di Aigues-Mortes 299
le diplomazie il caso si poteva considerare chiuso (a parte, è vero, il dialogo ancora aperto circa le indennità), lo stesso non si poteva dire per il meccanismo giudiziario che doveva ancora stabilire ehi fossero i colpevoli delle aggressioni
L'istruttoria si era presentata abbastanza difficile non solo per la moltepli­cità degli episodi accadati, ma anche perché era praticamente impossibile tro­vare dei testimoni che potessero ricordare le fisionomie di tutti coloro che ave­vano preso parte all'eccidio. All'inizio erano stati arrestati trentanove individui; tredici di questi in seguito avevano potuto beneficiare di un'ordinanza de non lieiii sicché al processo erano comparsi soltanto ventisei uomini, tutti francesi, tranne l'italiano Giordano che doveva rispondere di parecchi crimini: tentatives de meurtre contro operai francesi, tentatile de meurtre su un gendarme e com­plicità in tentatives de meurtre commessi dai suoi compagni su operai francesi. I venticinque accusati francesi furono suddivisi in tre categorie a seconda del crimine di cui dovevano rispondere. La prima categoria comprendeva diciassette uomini accusati di avere sparato colpi di fucile sugli operai italiani o di averli assaliti con bastoni o pietre; reati che erano definiti come tentatives de meurtre. La seconda categoria era formata di sette individui che, malgrado nessun testi­mone li avessi visti partecipare attivamente ai torbidi, erano stati riconosciuti dai gendarmi come spettatori ed eccitatori degli avvenimenti; dovevano rispon­dere all'accusa di complici par aide et assistance. La terza categoria era costi­tuita di un solo colpevole al quale poteva essere imputata una complicità spe­ciale indicata dall'articolo 313 del codice penale francese. Costui, pur conoscendo le intenzioni omicide dei suoi concittadini nei riguardi degli Italiani, la mattina del 17 aveva attraversato le strade di Aigues-Mortes battendo un tamburo alla testa di una folla armata di fucile e di gourdins accompagnandola fino ai ba­stioni della cittadina. Pertanto i crimini commessi dalla folla furono a lui imputati.J)
In un primo tempo era stata scelta come sede del processo la città di Nimes. Ben presto sorsero dei dubbi sulle condizioni di calma e di serenità di spirito della giuria di quella città; dubbi che erano stati alimentati da alcuni articoli apparsi su La Tribuna.2) Prima del processo, Ressmann aveva chiesto, invano, che il Giordano fosse deferito al tribunale assieme a quegli operai francesi che erano stati accusati di resistenza ai gendarmi, facendosi forte della testimonianza resa dal giudice di pace di Aigues-Mortes al console Durando; testimonianza che scagionava il Giordano da ogni responsabilità circa l'aggressione del 16 ago­sto. Successivamente, però, lo stesso giudice lo aveva additato come principale indiziato nei torbidi* D'altra parte anche autorevoli testimoni, i gendarmi Caulat e Mandes di Aigues-Mortes avevano riconosciuto nel Giordano uno dei loro as­salitori.3) Infine si ottenne soltanto il trasferimento del processo presso un'altra corte di appello per legittima suspicione. Anche a Nancy e nell'Ardèche era im­possibile istruire il processo perché in questi dipartimenti abitavano parecchi
1) Nados, fjivr.ttreni' general de Nimes à S. E. m. Guerin, ministre Garde des Sceaux, Nimes 24 oetobre 1893, Dossier, n. 2246 A 93 cit., A. N. Paris.
2) il processo per gli eccidi di ALgues-Mortes, in La Tribuna, n. 317, 17 novembre 1893, p. 2. Per il processo di Aigues-Mortes, in La Tribuna, n. 318, 18 novembre 1893, p. 3.
ì) Ressmann, ambassadeur d'Italie à Paris, à ni. Develle, ministre des Affaires étran-gères, Paris 4 oetobre 1893, Dossier, n. 2246 A 93 cit., A. N. Paris. Nados, procureur gene­ral de Nimes, à m. Guerin, ministre Garde des Sceaux, Nimes 25 oetobre 1893, ivi. Idem 24 oetobre 1893.