Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1974
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pagina
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301
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XXXVII: LE CARTE DI GEROLAMO REMORINO E L' ITALIA E POPOLO DI GENOVA
Ritorno indietro nel tempo, a un mazzetto di autografi venduti da Zenaide Remorino, vedova di Gerolamo, nel 1886, autografi che rappresentano il naturale completamento di quelli donati dalla stessa alla Biblioteca Universitaria di Genova, che sono stati efruttati e in parte pubblicati da Umberto Monti nel 1925, con qualche incertezza di interpretazione. *)
La parte più importante di questo fondo era costituito da 39 lettere e da autografi di articoli di Mazzini pubblicati sull'Italia e Popolo. Era e non è. A questo proposito desidero chiarire una volta per tutte la ragione per la quale esiste un Archivio del Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano e una Collezione mazziniana presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, nonostante il preciso riferimento al Museo come possessore degli auto* grafi, stampato in calce alle lettere di Mazzini nei volumi della Edizione nazionale.
Tra le carte Remorino, conservate nella Busta 9, vi sono alcune cartelle che dovrebbero contenere le lettere di Mazzini; all'interno, però, di mano di Mario Menghini, un biglietto rimanda alla Collezione mazziniana.
Gli studiosi dell'Apostolo dell'Unità debbono un immenso debito di riconoscenza a Mario Menghini, anche se ora si levano voci di critica contro l'edizione nazionale da parte di chi, spesso, non tiene conto della data di pubblicazione dei singoli volumi. Mario Menghini, a un certo punto della sua vita, si trovò ad essere contemporaneamente segretario della Commissione per l'Edizione nazionale degli Scritti di Giuseppe Mazzini e conservatore di quella che allora si chiamava Biblioteca del Risorgimento ed aveva la sua sede in Palaz-zetto Venezia, dove si lavorava sotto la paterna sorveglianza di un agente di P.S., che si trasformava spesso in soccorritore dei giovani inesperti.
U materiale archivistico era già cospicuo; gli autografi mazziniani sparsi nei diversi fondi costringevano, anche per un solo riscontro, a maneggiare tante buste. Non era più semplice creare una Collezione mazziniana da sistemare in cassette di pelle (le altre erano in tela) e collocarle nella stanza d'angolo su piazzetta San Marco, dove lavorava il conservatore? Si univa così la comodità di ricerca all'onore riservato ai manoscritti più preziosi (pensiamo al fondo Nathan), anche se si contravveniva ad ogni nonna dell'ordinamento archivistico. Poi divenne abitudine inserire nella Collezione tutto il materiale mazziniano che si trovava nei fondi che a mano a mano venivano ordinati.
]) UMBERTO MONTI, Nella redazione d'un giornale mazziniano (. Italia e Popolo 1851)* in La Liguria nel Risorgimento. Notizie e documenti, Genova, Comitato ligure della Società nazionale per la storia del Risorgimento, 1925, pp. 171-190.