Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1974
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Libri e periodici
traduzione in diluvi! rima del Telemaco di Fcnelon (1747) dovuta a Flaminio Scarseili, professore di eloquenza aeu?H!iw versi là di Bologna.
Alla storia letteraria e alla pura filologia il De Rosei teontribuisce stampando altre opere di pregio come lo Specchio di Croce (1738) il Pungilingua (1751) e i Frutti di Lingua (1753) di Domenico Cavalca; Le lettere di Guittone d'Arezzo (1745) e quelle del cardinale Giovanni de Medici (1752); gli Antiquissimi virgiliani codicis fragmenta et picturae ex Bibliotheca vaticana, con le incisioni di Pietro Santi Bartoli (1741); VEvangelarium qua-druplex latinae versionis anliquae seu veteris italicae editimi, di Giuseppe Bianchini (1749); il Fiore di virtù, ridotto alla sua vera lezione da Giovanni Gaetano Bottari (1740). Un cenno meritano anche per la loro originalità nel campo della filologia i Lexici militaris (1724); il Vocabularium architecturae aedifìcatoriae (1734) e la Nomenclatura agriculturae (1736) del gesuita Carlo d'Aquino.
L'erudizione antiquaria e la nusmimatica sono un'altra importante specializzazione di questa stamperia. Di Francesco Ficoroni pubblica La Bolla d'oro de1 fanciulli nobili romani, e quella dei liberti (1732); / Tali ed altri strumenti lusori (1734); Le Maschere sceniche e le figure cosmiche d'antichi romani (1734); De plumbeis antiquorum numismatibus (1750). Giovanni Pietro Bellori pubblicherà presso di lui nel 1730 la nuova edizione delle Omnium Caesarum imagines ex antiquia nummis desumptae (che erano state incise nel 1564 da Enea Vico e che ora vengono presentate majori forma a praestanlioribus calcho-graphis ); nello stesso anno le Àdnotationes numismatiche e nel 1739 le Veterum illustri urti philosophorum poetarum et oratorum imagines ex vetusti nummis, gemmis, hermis, mar-moribus, aliisque antiquis monumenti desumptae. Nel catalogo figurano anche numerosi scritti minori di antiquaria di Francesco Bianchini.
Dei rami di illustri incisori (Pietro Santi e Francesco Bartoli, Giuseppe Vasi, Filippo Morghen. Filippo Visconti} Giuseppe Ghezzi...) Antonio De Rossi (mi domando se era parente degli stampatori di incisioni Giovanni Giacomo e Domenico de Rossi, dei quali più volte ristampa un catalogo, mentre di Domenico pubblica nel 1742 la Raccolta di statue antiche e moderne) si servirà per illustrare opere dedicate all'archeologia e alle belle arti, come II Mercurio errante delle grandezze di Roma di Pietro Rossini (1704); Roma nobilitata nelle sue fabbriche dalla Santità di N.S. Clemente Xll (1736); il Museo capitolino e le Scritture e pitture sagre estratte dai cimiteri di Roma di Giovanni Gaetano Bottari (1741 e 1746); / tre ordini d'architettura di Giuseppe Ercolani (1744); le Picturae antiquae crypta-rum romanarum et Sepulcri Nasonum di Giovanni Pietro Bellori e Michel-Ange de la Chausse (1750); gli Antichi sepolcri (1697) e le Antiche lucerne sepolcrali (1729) di Pietro Santi Bartoli. Opere impegnative sul piano artistico sono la Perspectiva pictorum, et archi-tectorum di Andrea Pozzo (1717-1723) e VArchitettura del Vignola (1739). Un valore documentario hanno, invece, l'iconografìa degli ordini religiosi (1706) e quella degli ordini equestri e militari (1741) messa insieme da Filippo Buon anni.
È naturale che uno stampatore romano del Settecento desse ampio spazio nel suo repertorio a opere di teologia e di pietà; ma in questo campo, tra i minutissimi e abbondantissimi scritti e scrittarelli, spiccano alcune opere, che testimoniano evidenti scelte e predilezioni. Vi figurano con opere di S. Agostino (La Città di Dio, 1743; la Summa augusti-niana, 1744); molte ristampe della Scuola mabillona; moltissimi scritti del celebre agostiniano Giovanni Lorenzo Berti; il Trattato teologico dell autorità ed infallibilità de' papi del Mathieu Peti i-Didier (1731); lo scritto sui luterani di Angelo M. Querini (1750); un breve scritto di Pietro Francesco Foggini, nel quale con Ylstrvadone per degnamente acquistare il Giubbileo dell'Anno Santo (1750) si accompagnano considerazioni sull'attrizione e sulla Comunione, che il recensore delle Novelle letterarie loda per il loro rigorismo.
Queste predilezioni sono certamente indicative, ma non vanno sopravvalutate in uno stampatore, che accoglie largamente anche scritti di gesuiti illustri, come il Cordara e il d'Aquino e altri, e che tra le opere di ascetica e di pastorale accoglie scritti di Leonardo Da Porto Maurizio e, in particolare, il suo Direttorio della Confessione generale (1737); le Massime di pietà ricavate dai discorsi di Filippo Neri dell'oratoriano Francesco Marchese (1699); il Memoriale Confessariorum (1731) e le Operette di morale del gesuita Andrea Girolamo Andreucci.
La storia ecclesiastica è anch'essa ben rappresentata nei catalogo ove, a fianco della-