Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1974>   pagina <311>
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Libri e periodici
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Istoria universale di Francesco Bianchini (1747), figurano i libri della Er.clesiasi.icae historìae di Eusebio da Cesarea (1740); il De monastica Italiae historia di Angelo M. Querini (1717); il Methodus historìae ecclesiasticae (1746); la Historia Socletatis Jesu pars sexta di Giulio C. Cordara (1750) e, evidentemente, una miriade di scritti di erudizione ecclesia­stica e di agiografìa.
Un impegno riformistico, almeno in campo economico, rappresenta la pubblicazione del Tevere navigato e navigabile (1740) di Lione Pascoli, che è la massima espressione di una discussione, abbastanza rappresentata anche in questo catalogo, su l'utilizzazione della via fluviale, per rendere più spedito il commercio, e sulla necessità di impedire le inonda­zioni in Roma. Dello slesso Pascoli il De Rossi aveva precedentemente pubblicato le Vite de' pittori* scultori ed architetti moderni (1703) e le Vite de' pittori, scultori ed architetti perugini (1732),
Ulteriore riprova della falsità delle accuse rivolte ancora alla cultura romana di essere chiusa alle scienze è la presenza anche in questo catalogo di opere del raguseo Ruggero Giuseppe Boscovich sulle aurore boreali (1738), sul moto dei corpi nel vuoto (1740), sulla forza di gravità (1741) sulla luce (1748) e sulle lenti e telescopi (1755); dei ge­suiti Sìmonelli, Kepler, Della Briga sulle ecclissi (1747); delle opere di medicina, di chi* rurgia e di dietologia di Domenico Mistichelli (1709), di Girolamo Marini (1723), di Malcom Flemyng (1755). Gaetano Petrioli ripubblica e commenta nel 1741 le Tabulae anatomicae delineate da Pietro da Cortona e nel 1750 ne presenta altre 47 in folio, incise da Baldas­sarre Cabuggiani.
Indice di un costume del tempo sono da segnalare, infine, i vari oratori e le diverse composizioni drammatiche, tra le quali fanno spicco quelle del Metastasio, che si servì del De Rossi a partire dal 1727 con la pubblicazione di un suo Componimento sacro per la fe­stività del SS. Natale e gli fu fedele fino al 1747 quando gli confido la stampa della Didone abbandonata rappresentata nel carnevale di quell'anno nel Teatro di Torre Argentina. Un altro genere letterario tipico del secolo è quello delle relazioni di feste religiose, apparati, esequie, solenni ingressi, mascherate..., in fogli volanti, e placchette, spesso adorne di gu­stose incisioni e tavole, per non parlare, infine, delle composizioni poetiche, cantate, scritti per nozze, per professioni religiose, epistole, delle quali si può bene immaginare l'alluvione.
Come si vede, il volume si presta a molte e interessanti considerazioni (che certa mente non si esauriscono con quelle da noi fatte) su gli indirizzi della cultura romana set­tecentesca, offrendo una solida base per quell'approfondimento critico, che si desidera, su di un problema largamente dibattuto, specie in questi ultimi anni, ma spesso aprioristica­mente deformato da preoccupazioni diffamatorie, o apologetiche.
La descrizione bibliografica delle singole opere è perfetta. Uno dei meriti dell'Esposito è quello di aver completato questa descrizione bibliografica con ogni possibile notizia sul contenuto delle opere e perfino sull'accoglienza ad esse fatta nei giornali letterari contem­poranei. È evidente lo scrupolo di completezza che l'A. dimostra e che deve essergli costato non poca fatica, come ben può capire chi abbia qualche esperienza di ricerche analoghe. Il catalogo è dotati di indici degli autori, committenti, dedicatari, incisori, disegnatori, lega­tori, attori inventori musicisti delle opere drammatiche, librai, dei titoli delle opere ano­nime. Una riconoscenza particolare gli studiosi debbono all'Esposito per aver anche dato di quasi tutte le opere descritte le collocazioni presso le biblioteche romane dove le ha diretta­mente riscontrate.
VITTORIO E. GIONTELIA
ANGELO VARNI, Bologna Napoleonica; Bologna, M. Boni Editore, 1973, in 8, pp. 288. L. 4.500.
È il primo volume della Collana di Studi storici , e lo presenta Luigi Lotti con una Prefazione nella quale notiamo l'usata e chiara maniera dell'esporre, rigidamente intesa alla sintesi del contenuto dell'opera, ed alla indicazione precisa dei fini proposti e raggiunti.
Il sottotitolo del libro Potere e Società dalla Repubblica Cisalpina al Regno d'Italia non solo conferma che il periodo di tempo di cui si fa la storia va dal 1800 al 1806, ma ci annuncia lo svolgimento di un tema che non ha i suoi limiti nella registrazione dei fatti