Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1974>   pagina <312>
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312 Libri e periodici
di guerra, nelle entusiastiche adesioni alternate con le ribellioni, o nell'avvieendarsi dei per­sonaggi e così via, ma di un tema che si preoccupa di valutare una esperienza politica e sociale intimamente e profondamente sofferta dalla popolazione bolognese, una popolazione fra le maggiori dell'Emilia.
Nel turbinare di illusioni e delusioni di quegli anni, nel nascere e formarsi dei miti che poi contrastano con la concreta realtà, nell'altera arsi di feste e di lutti e del nascere, morire e rinascere di diverse organizzazioni amministrative (realtà che FA. ci fa conoscere accompagnandola con una abbondante documentazione) il lettore vede e sente il formarsi della nuova classe dirigente che si prepara ad una esperienza nuova: il Risorgimento.
I documenti (talvolta integrali), le testimonianze di vario genere, e le considerazioni veramente ad hoc che il libro offre allo studioso hanno un particolare significato anche per­ché Bologna non è un terreno qualunque, ma (e l'A. se ne rende conto) un terreno dove in quegli anni l'esperienza è stata più forte se si confronta a quella di altre località dello Stato Pontificio, ed ha avuto concomitante e concordante l'esperienza di altre Legazioni, in particolare quelle di Ravenna e di Forlì.
Non a caso, ma perché tuttora avvinte dagli stessi legami, le due Legazioni cioè le Romagne saranno vicine alla Città emiliana assai più che ad altri luoghi, fino agli ultimi ardimenti per i quali dominante come artefice il romagnolo Luigi Carlo Farmi le regioni centrali dell'Italia entrano a far parte del Regno dei Savoia.
II valore del libro è nella storica comprensione degli avvenimenti che pur esami­nati nelle loro peculiarità locali non rimangono materia per la cronaca o per una narra­zione di sapore campanilistico, ma diventano appunto gli elementi costruttivi di una storia avente un interesse nazionale.
Fra le pagine che a nostro modesto avviso più attraggono non solo per l'obbiet­tività e l'efficacia narrativa, ma anche per il colore che le anima, sono quelle in cui si de­linea la figura politica morale e patriottica del Melzi, ed altre pagine numerosissime in cui il clima bolognese nelle varie circostanze è così sentito che ci conduce a meditare anche sul clima di oggi: ed ancora altre pagine dove sentiamo più dappresso quale ufficio in realtà rappresentavano gli adunati nella famosa Consulta di Lione, e quale la posizione risoluta e furbesca del Primo Console.
Ma altro esempio non meno vivo offre il capitolo IV (suddiviso in due paragrafi) che ha per oggetto la rivolta bolognese del 1802 che FA. considera nella sua realtà e nei suoi effetti; ed infine altri paragrafi conclusivi nei quali viene illustrata nei particolari la situazione bolognese nei giorni in cui si prepara e si attua l'ingresso nel Regno, e Bologna
fra entusiasmi dubitosi e silenzi, e fra consensi ed avversioni più o meno nascoste esce
tuttavia dal suo antico confine papale non solo valicando, ma partecipando anche a ciò che avviene oltre il Po e le Alpi.
Pertanto il volume Bologna Napoleonica nato dopo ricerche accuratissime compiute a largo raggio, e quindi corredato ininterrottamente dalla documentazione che non ha la­cune ed evita il superfluo, in virtù della stessa ragionata divisione delle parti (otto capitoli in ventinove porzioni) è indubbiamente un'opera che offre una lettura validissima per le persone colte, e che rimane anche come opera di consultazione.
PIERO ZAMA
ANDREA OSTOJA, La Carboneria e le sette segrete in Dalmazia e in Istria, in Atti e Me­morie della Società Dalmata di Storia Patria; Roma, 1970, voi. II, pp. 5-224.
L'Ausonia si compone di tutta la penisola italiana. Tutti gli antichi stati veneti sa­ranno compresi nell'Ausonia, fino alle Bocche di Cattaro. I suoi limiti (...) saranno deter­minati dai monti di Croazia . Cosi il Leti {Carboneria e Massoneria nel Risorgimento ita­liano, Bologna, Forni, 1966 Ristampa anastatica dell'edizione di Genova, 1925 p. 90) riportava l'art. I dello Statuto della Repubblica di Ausonia, che avrebbe costituito parte integrante di un Patto d'Ausonia, stipulato da ignoti liberali italiani, tra il 1811 e il 1816, e pubblicato a Parigi nel 1821. Una formulazione tanto esplicita dà origine a una serie d'interrogativi sulla consistenza del movimento liberale in Dalmazia e sui suoi rapporti con quello della Penisola, ai quali non si poteva dare, finora, risposta esauriente, data la limi-