Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1974>   pagina <313>
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Libri e periodici
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tatezza della letteratura e delle fonti archivistiche relative al periodo iniziale del Risorgi­mento in Dalmazia.
Quanto mai opportuno giunge, pertanto, questo studio dclTOstoja, che si pone come il primo, serio tentativo di ricostruire la storia delle sette segrete della Dalmazia.
11 lavoro si compone di due parti, precedute da una prefazione di A. Grandi che mette nel giusto rilievo l'importanza dei fatti esposti. La prima riferisce del processo con­tro i Carbonari dalmati, l'altra tenta una ricostruzione del settarismo in Dalmazia, attra­verso fonti archivistiche nazionali ed estere.
In applicazione della Pace di Parigi, del 30 maggio 1814, la Dalmazia era stata asse­gnata ali1 Austria. L insediamento della monarchia asburgica, che si presentava come erede e eoutiuuatriee di Venezia, era avvenuto pacificamente. Il popolo minuto e la nobiltà si mostravano, anche qui, filo-austriaci; ma il ceto medio cittadino era aperto alla propaganda liberale. La Carboneria trovò in esso la maggior parte dei suoi aderenti. Ma, come vedremo, non fu esclusivamente il ceto medio delle città a formare le file del settarismo; in realtà restendersi naturale e logico in Dalmazia, come regione di preponderante influenza ita­liana, di mode e di idee largamente diffuse in Italia e in Europa, valse come esatta­mente sottolinea l'Autore ad affiliare e a riunire nelle sette segrete persone di lingue e di stirpi diverse, prima che si determinassero nella regione altre divisioni e lotte, in base ai principi di nazionalità, che prevalsero poi a dare un'impronta determinante al secolo (pp. 129-130).
Negli anni tra il 1813 e il 1821 com'è dimostrato dai numerosi documenti alle­gati essa, insieme alle altre sette, dei Greci del Silenzio e dei Guelfi, si diffuse libera­mente in Dalmazia, allacciando, probabilmente, rapporti con i Carbonari del Regno di Na­poli e con le vendite di Bologna e di Ferrara, tramite emissari inglesi e francesi: il fatto che le prime affiliazioni si siano avute a Lissa nel 1813 durante l'occupazione inglese nonché la presenza di numerosi francesi tra gli indiziati come settari, dimostrano come la propaganda francese e inglese sia stata tra i principali fattori di espansione delle sette sulla sponda orientale dell'Adriatico. I primordi della Carboneria in Dalmazia coincidono col momento in cui i Napoletani, sotto il regno del Murai, godevano delle maggiori simpatie tra gli indipendentisti e gli unitari italiani. Ma il momento della massima espansione si verificò intorno al 1818 un momento d'incertezza e di confusione tra le sette liberali italiane per cui mancò un preciso disegno unitario e la necessaria compattezza organiz­zativa, sicché i capi e gli emissari vennero via via bruciati .
La Carboneria, quindi, nel momento dell'azione si ritrovò acefala e dispersa, tanto da non poter rispondere all'appello degli emissari che, negli anni 1820-1821, dalla Penisola si recarono in Dalmazia. Due eventi successivi furono fatali al movimento settario dalmata: l'arresto ed il processo di oltre sessanta affiliati, e la scomunica, comminata per evidenti ragioni di natura politica, ai Carbonari da Pio VII, il 13 settembre 1821. Data la grande influenza esercitata nel paese dalla Chiesa una simile condanna fu un colpo mortale, d'im­portanza non meno decisiva della repressione austriaca.
Le sette ne furono, praticamente, distrutte.
I documenti raccolti dall'Autore sono tutti di grande importanza ed interesse e dimo­strano secondo l'Ostoj a la comunione strétta e continua di ideali e di aspirazioni della Dalmazia con l'Italia . Da essi risulta che il movimento settario era diffuso in tutto il paese; gli indiziati, infatti, risultano domiciliati a Zara, Spalato, Macarsca, Lissa, Sebe-nico, Cai laro, Ragusa, Cutzola, Lesina. L'assenza, quasi totale, di paesi dell'interno, a popo­lazione slava, dimostra che nessuna, neppur modesta, penetrazione vi era stata, fuori delle isole e delle città eostiere, abitate in prevalenza da italiani.
II centro settario più attivo era Zara, dove erano presenti Carbonari, Greci e Guelfi, con un totale di oltre quaranta indiziati. Seguiva Spalato, dove operavano Carbonari e Greci, con oltre 30 aderenti: dalle indagini esperite, le autorità poterono accertare che i Carbonari spalatini derivavano da quelli di Napoli. Numericamente forti erano anche i gruppi di Macarsca e di Lissa, da ciascuno dei quali provengono una decina di indiziati, tutti Carbonari.
L'Osto ia giustifica il fatto di avere trascurato un'indagine statistico-sociologica del­l'ambiente settario, a causa dell'eterogeneità dei gruppi che non permetterebbe la forma­zione di tabelle statistiche significative. Questa rinuncia non ci sembra giustificata, in