Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1974
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pagina
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315
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Libri e periodici
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non è concepibile che siano state (e perché, poi, proprio in Dalmazia?) solo un ricettacolo di perdigiorno, di ubriaconi e di bari. Se gli atti processuali riprodotti non consentono di ricostruire il dibattito politico e ideologico che i settari dalmati avranno certamente portato avanti, sarà piuttosto da attribuirsi al comportamento, serio e riservato, tenuto dai cospiratori durante la loro attività e nel corso dei procedimento giudiziario, nonché all'incapacità degli inquirenti di svolgere adeguatamente il loro compito.
Questo, e non altro, è il senso di un'indignata protesta del giudice Salvotti contro 1 operato dei colleghi di Dalmazia, di cui l'Autore narra i particolari. Egli, in sostanza, aveva colto non solo il carattere antiaustriaco delle sette, ma anche l'interdipendenza tra quelle operanti in Dalmazia e quelle operanti nella Penisola.
CORRADO CAMIZZI
Le Relazioni diplomatiche fra l'Austria e il Regno di Sardegna, II serie: 1830-1848, voi. 1 (5 agosto 1830 - 28 giugno 1833), a cura di NARCISO NADA (Fonti per la storia d'Italia, 122); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1972, in 8", pp. xrv-523. L. 8.000.
Ai volumi della prima serie degnamente curati dal Nada (cfr. le nostre recensioni in questa sede, 1969, pp. 693-695; 1971, pp. 316-317) si affianca ora il pruno volume della seconda che ci porterà uno alla prima guerra di indipendenza, durante l'intero arco di regno di Carlo Alberto; se il carattere preminente delle raccolte documentarie è appunto quello di mettere a disposizione degli studiosi una ampia scelta di carte ufficiali (o private di particolare interesse) atte a facilitare la ricostruzione storica di un determinato periodo, tale carattere è stato non solo pienamente rispettato dal Nada, ma anzi portato a notevole livello di affinamento critico per l'edizione dei testi, per la cura nell'antologia dei documenti e delle questioni, per l'ampiezza del panorama che viene disegnato nella compilazione e nella raccolta. Tratti dalPHaus-Hof-und Staatsarchiv di Vienna e dal Kriegs-Archiv, tali documenti sono rimasti sino ad ora in grandissima parte inediti ed utilizzati solo sporadicamente per momenti ed aspetti particolari della storia dei rapporti austro-sardi (p. x), mentre indicano le linee di svolgimento della politica estera piemontese, il trapasso di politica tra l'ultima fase di regno di Carlo Felice e l'inizio di quello di Carlo Alberto, l'azione diplomatica degli ambasciatori austriaci, inglese e francese a Torino, la costante attenzione rivolta dal Mettermeli alle cose d'Italia ed al Piemonte in specie. Ma veniamo più direttamente al volume in parola, curato con particolare competenza dal Nada che, in passato, ha pubblicato interessanti lavori intorno pressoché al medesimo periodo (L'Austria e la questione romana dalla rivoluzione di luglio alla fine della Conferenza diplomatica romana (agosto 1830-luglio 1831), Torino, 1953; Metlernich e le riforme nello Stato pontificio. La missione Sebregondi a Roma (1832-1836), Torino, 1957).
Fin dai primi di agosto le preoccupazioni, nate in Piemonte per la rivoluzione di Francia del '30, sono espresse sia da Carlo Felice che auspica ima reazione delle grandi potenze contro la Francia rivoluzionaria (p. 31), sia dall'ambasciatore austriaco Senfft, dal La Tour o dal principe di Carignano che in vario modo vedono la necessità di una intesa di sovrani e governi per difendere l'ordine di cose esistente, nel quadro di un'Europa con* servatrice. La rinuncia ad un intervento armato secondo le argomentazioni del Mettermeli (p. 42) non significava però, da parte austriaca, indifferenza o disinteresse per la situazione politica generale che il riconoscimento di Luigi Filippo, lo scoppio dell'insurrezione in Belgio e in Polonia, la proclamazione francese del principio di non intervento avrebbero reso ancora più instabile. Il fatto, ad es., che il Frimont in caso di necessitò fosse autorizzato ad accorrere in aiuto del Piemonte, o che avessero inizio comunicazioni confidenziali tra il La Tour e il Frimont circa hi difesa del regno di Sardegna (pp. 62, 67, 72), o che non si pensasse dal Melternich a un'azione offensiva contro la Francia (p. 102), è prova del carattere preventivo di eventuali accordi tra Torino e Vienna, date anche le intenzioni pacifiche del governo francese; solo rinsurrezlone scoppiata nei ducati e nelle Legazioni (febbraio del '31) avrebbe potuto mettere in discussione, o in orisi, la linea politica sperimentata dall'Austria negli ultimi mesi. Ma, nonostante U ritardo dell'intervento