Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1974>   pagina <325>
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Libri e periodici
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caxione della vita di Mazzini attraverso i suoi ricordi e i suoi scritti, con una totale fedeltà ai testi e allo stile stesso. L'incrollabile fede dell'allievo non sfocia quasi mai in apologia o in polemica, ma è piuttosto avvertibile in ogni pagina nell'impegno dì devozione e di divulgazione dell'amico e collaboratore di Mazzini. Solo nell'ultimo capitolo si delinea una segreta avversione verso l'internazionalismo socialista, che tanto denigrava il programma e la dottrina del maestro.
A fianco del ripensamento di un amico, quello di un poeta, Giovanni Ber tacchi, che alla vita di Mazzini si rivolge non per illustrare le opere e le dottrine, ma per farne una tappa del proprio itinerario spirituale, come scrive ancora Tramarolio nell'atto d'inqua­drare l'opera. Anche questa è una riedizione, la terza, dovuta alla Società democratica ope­raia di mutuo soccorso di Chiavenna. che vuole così ricordare nel centodecimo anniversario della propria fondazione, la figura del grande promotore delle Società operaie italiane. Per questo il libro si apre con la celebrazione dell'iniziativa di Mazzini nell'organizzazione del movimento operaio e dell'attività nel medesimo campo di un patriota mazziniano, Carlo Pedretti, da parte del presidente della Società Luigi Festorazzi, che estende il suo sguardo all'opera svolta all'interno della Società stessa dalla fondazione ad oggi ed al suo program­ma per il futuro. Questa biografìa fu pubblicata dal Bertacchi nel 1922, come secondo libro della collana ce Itala gente dalle molte vite , inaugurata dal Dante dell'antifascista Ettore Janni, come precisa Tramarolio. Questa opera è basata sulla lettura degli scritti di Mazzini e sul loro ripensamento poetico, ma sembra che il Bertacchi abbia letto solo i primi sette volumi dell'edizione daelliana, che arrivano fino alle vicende del 1849, e que­sto in parte spiega la sproporzione nell'organizzazione del libro, di cui solo ima minima parte è dedicata ai ventitré anni seguenti. 11 poeta, dal 1898 fino alla morte, non smise mai di leggere Mazzini, che vedeva non come politico o filosofo, ma come uomo, e di lui volle in questa biografia analizzare l'animo, come dimostra il capitolo sulla tempesta del dubbio, ma ancor più quello dedicato agli ce Intimi affetti . È, dunque, un volo poetico quest'opera, ma l'espansione lirica non travisa l'immagine storica del grande Italiano, che anche dal Bertacchi viene visto in conclusione come pensatore e scrittore religioso, come profeta.
Il terzo libro, edito dal Centro Napoletano di Studi Mazziniani, di cui l'autore è pre­sidente dà venti anni, è introdotto da una breve presentazione dello stesso Carbonara, che vuole darci la linea di evoluzione del suo pensiero su Mazzini, dal primo accostamento al maestro sui banchi del ginnasio fino al cosciente e voluto riavvicinamento in età matura in seguito a motivi culturali e motivi etico-politici (p. 15). È un comunista militante che parla di Mazzini non sottraendosi al suo fascino, ma cercando e rilevando in lui lo stesso fine umano di rinnovamento e di riscatto ebe ebbe Marx: dal punto di vista stret­tamente sociale ritiene che Mazzini propugni l'associazione per sfuggire tanto alla solu­zione socialista o collettivistica dei problemi economici, quanto all'altra, individualistica o prettamente borghese e capitalistica. L'uomo associato mazziniano non resta individuo di fronte o di contro all'altro individuo, ma tenta tuttavia di conservare la propria perso­nalità senza disperderla in un'anonima collettività. Di qui la posizione tutta particolare del Mazzini, né borghese né socialista, ma secondo Carbonara <t con un deciso acco­stamento all'ideale socialista della vita, nonostante le polemiche sostenute da una parte e dall'altra. Infatti l'uomo associato, che costituisca la propria personalità spirituale in fun­zione del valore di socialità che lo ispira, è oramai momento della società in cui s'inserisce e non solamente parte di essa: e se è tale nello spirito da non costituire oramai nulla in se stesso fuori del contesto umano che lo condiziona e lo assorbe, non si comprende più perché, dal punto di vista produttivo ed economico, debba fare ancora parte per se solo. La distanza tra mazzinianesimo e socialismo è accorciata e il passaggio dal primo al se­condo reso,..., conseguenziale e necessario . A questo punto di contatto tra mazziniane­simo e socialismo si aggiungerebbe quello procurato dal desiderio di Mazzini di supe-