Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1974>   pagina <328>
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Libri e periodici
II criterio selettivo di questo materiale ha postulato due esigenze: a da una parte presentare documenti significativi, capaci di offrire uu'immaginc concreta ed eloquente, di stimolare la riflessione e la discussione; dall'altra si è cercato, per quanto possibile, di Uti­lizzare testi non ancora o non troppo noti, per evitare inutili ripetizioni rispetto ad altri degni strumenti di lavoro, già offerti dal mercato editoriale (p. 5). I documenti, organiz­zati in sezioni per argomento, interessano l'aspetto urbanistico, il mondo agricolo, il feno­meno dell'emigrazione, i contrapposti fronti politici, la oc svolta gioii tiiana, il bifrontismo del progresso economico, la democratizzazione della lotta politica, l'istruzione, l'impresa li­bica. Seguono una rassegna sulla storiografia straniera ed uno scorcio su quella italiana, relative al periodo in esame.
I termini estremi che conchiudono cronologicamente l'opera sono legati a due deter­minanti svolte nella vita politica degli Italiani: la legge sull'estensione del diritto di voto del 1882 e quella sul suffragio quasi universale maschile del 1912; tappe queste signifi­canti non in sé e per se, quanto piuttosto perché ec costituivano il riconoscimento formale che qualcosa nel paese andava mutando... La legge elettorale finiva pertanto per collocarsi al centro del conflitto in atto nella società tra le opposte interpretazioni che venivano con­cretamente date alla formula fare gli Italiani continuamente riemergente nei programmi e nelle discussioni politiche del tempo : quella cioè dei fautori del ce paternalismo autori­tario per i quali l'estensione del diritto di voto era il premio concesso agli Italiani che avessero mostrato di accettare gli ordinamenti precostituiti, e, al tempo stesso, si risolveva in una cauta fuga in avanti per arginare le spinte centrifughe in atto nell'ambito della stessa dirigenza quantitativamente accresciuta dallo sviluppo economico ; e quella dei e propugnatori dell'autonomismo democratico , per i quali il diritto di voto era lo stru­mento per promuovere l'effettiva presa di coscienza di diritti molto spesso rimasti allo stato di pure enunciazioni formali; ed era l'arma con cui il popolo avrebbe intrapreso il cammino della propria emancipazione e si sarebbe liberato dai residui dell'antico regime (pp. 6 passim).
Per quanto i documenti raccolti non impongano di per sé, come precisa l'autore, ri­sposte o interpretazioni al problema, ma si limitino a ce suggerire nessi, analogie, muta­menti , et essi dovrebbero, nell'insieme, mostrare quanta parte dei problemi attuali sia di­retta proiezione delle condizioni in cui venne attuata e consolidata l'unità politica della penisola e dei modi in cui si cercarono (o si ritardarono) saldature tra gli Italiani e il loro Stato: due realtà che dovrebbero essere del tutto coincidenti e che invece si sono spesso rivelate lontane e persino contrapposte (p. 10). Né l'autore manca di denunciare ce il modo inguaribilmente autoritario ed avverso ad ogni forma di autentica autonomia con cui si mirò a e fare gli Italiani , chiedendosi se esso ce sia effettivamente riuscito ad ampliare la cerchia della partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica, ad allargare la sfera di consenso cosciente verso lo Stato (p. 10). Se il Mola suggerisce, quindi, nell'in­troduzione e nelle note esplicative dei singoli grappoli documentari non solo un di­scorso unitario, ma anche un canone interpretativo, né poteva limitarsi a pura raccolta documentaria, la sua è pur sempre un'opera di sollecitazione che, più che esaurirsi in se stessa, stimola ad ulteriori approfondimenti: la lettura diretta di fonti e il suggerimento di temi di ricerca con essenziali indicazioni bibliografiche risultano, infatti, un interessante tentativo di coinvolgere lo studente, sollecitandone più facilmente l'attenzione ed il de­siderio di suoi personali sviluppi e ripensamenti.
PAOLA. FUSELLI
RAFFAELE MOLINELLI, / nazionalisti italiani e VinteroBnto Urbino, Argalia, 1973, in 8, pp. 153. L, 2.000.
L'autore, com'è noto, non è certo nuovo a un tema del genere. Nel 1966 aveva già pubblicato, presso il medesimo editore, una serie di suggi (Per una storia del nazionalismo italiano) che costituivano un utile tentativo di fare il punto sullo stato della ricerca in atr-