Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno <1974>   pagina <347>
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FONTI E MEMORIE
""- ATTO VANNUCCI E L'ULTIMA LETTERA DI CIRO MENOTTI
Oggi lutti poMono facilmente constatare che U tetto vero della lettera aeriti* dal Menotti alla, moglie poche ore prima di morire corrisponde nolo in parte a quello che apparve la prima volta a lampa Su Firenze e fu poi riprodotto io variati*ime edizioni successive. Ma per molli anni, anzi per molti lustri, la coca non potè esser nota se non ai possessori dell'autografo o a pochi fortunati, mentre gli altri continuavano ad aver conoscenza della lettera attraverso il suo rifacimento.
Innegabile l'offesa arrecala alla verità storica da quella manomissione, resa ancor più grave dall'altissimo valore del documento alterato, È vero, sì, che innumerevoli Italiani si commossero e si sentirono più buoni, leggendo le pa­role del Martire, autentiche e non autentiche insieme; ma, se ciò può essere per noi motivo di compiacimento, resta pur sempre alla critica il compito d'esprì­mere le sue giuste riserve. E, perché no?, anche di stabilirei possibilmente, a chi ri debbano un arbitrio e un inganno di iole portata.
L'inganno è durato veramente a lungo, poiché solo nel 1916 un attento e fervido cultore di studi menottiani il prof. Giovanni Canevozzi ebbe il merito di richiamare l'attenzione dì tutti sull'i gnorata realti dei fatti. Egli pub­blicò allora la lettera di Caro, ) riproducendo fedelmente l'autografo, cne da po­chi anni era venuto a far parte d'una importante raccolta documentaria desti­nata agli studiosi di storia del Risorgimento;2> l'illustro sotto vari aspetti e nella conclusione s'augurò, com'era ovvio, che il testamento morale del Martire fosso sempre ristampato con scrupolosa esaltezza: non solo per il rispetto do­vuto alla verità, ma anche perché, a suo avviso, la spontaneità di certe espres­sioni, poi sconsigliatamente tolte o modificate, avrebbe parlato con efficacia mag­giore al cuore dei lettori.
Non s'adoperò a vuoto il bravo Canevozzi; e infatti il suo desiderio ebbe presto un'attuazione se non generale (giacché in pubblicazioni di carattere po­polare e in libri scolastici ai continuò a lungo a ripetere il testo abusivo), al­meno notevole. Notevole soprattutto quella che venne da parte d'alcuni scrittori di storia fra i più seri e stimati.
Va, però, osservato, in questa vicenda riparatrice, un fatto che ci sor­prende. Quegli studiosi, cioè, mentre sentivano la necessità d'abbandonare la stesura non genuina della lettera, non dissero mai, e neppure lo domandarono, dove e come quella fosse stata perpetrata. Eppure, per un documento di tanto
t) C. CANKV.UZI, Za vera ultima lettera di Ciro Menotti, in Rassegna glorie* del Risorgimento, a. 1916, pp. 147-156.
2) 11 documento fu donato nel 1912, con altre carte, al Comitato nazionale per la tona del Risorgimento dal forlivese Giulio Zaull Satani. D donatore ora nipote dell'insigne letterato e patriota Tommaso (1804-1872), che molto probabilmente aveva posseduto quel prezioso cimelio. Ricordiamo, sull'uno e sull'altro: A. MAMBKLLI, / forlivesi nel Risorgi­mento nazionale, Forlì, 1936, alla voce relativa.