Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno <1974>   pagina <348>
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848 /U/OIMO Mor*Ul I
intaccala, un accenno in proposito non MVebht tuio un noioso né Insigni urem>. Nuli* disse, od esctoplo, Michela Roti unii un /m/m odiarmi. In mi limitò riportare per confronto, ma maa alcun communio, la dua ataaura epistolari1* Qualcosa di Imito laoa U Salmi, quando, od Uluaireslone d'on tuo aiiuHo *ugll avvenimenti politici dol '31, pubblicò Il nolo toato outanlleo dallo lettera* obrV gandoal dell'altro con poche, generiche parolai" e non dissimilmente al coin-porti lo Spellonzim. il quale ni diede cura di pubblicare una riproduzione foto­grafico del manoscritto menottiauo, ma tacque qualsia*! richiamo al cambiamenti subdolamente introdotti da chi fece atampere quelle parine.,J Del ruolo lo ate*o Cancvaxai aveva mostralo di non dar gran peoo a mi ricerca della precisa eri* ine del guaio da lui lamentato. Difetti, scrivendo aempllcemenlo che Atto Vun-nucci, < commosso della lettura delle lettera, ebbe cura, por quanto 1 ritiene, perchè fosse tampina >, né aggiungendo altro, egli li espresse in termini molto vaghi: con l'inciso limitativo poi fece capire benìssimo di non avere una chiara conoscenza di quel particolare e nemmeno intenzione d'approfondirlo. I
Parecchi anni prima di lui s'era avvicinato al nocciolo della questione* ma senza metterlo in sufficiente evidenza, Giovanni Sforza. Egli ebbe infatti occa­sione d'osservare, appena con due parole, in un suo volume del 1909, *' che autore d'un certo articolo, apparso anonimo sul giornale fiorentino L'inflessibita, era il Vannucci; e non meno fuggevolmente accennò :il l'i ned ita lettera inserita in quell'articolo. Ignorò poi dd tutto, com'era naturale, il fatte delle due diffe­renti stesure.
Così, tra un silenzio e l'altro, il nome di chi aveva dato alle slampe lo sto­rico documento rimase in una fitta ombra anche dopo il 1916. In un primo tempo c'ignoro che la lettera stampata corrispondeva solo in parte a quella auto­grafa; poi, chiarite le cose, nessuno parve curarti di sapere chi aveva compiuto la strana trasformatone. Oggi, però, tutta la verità può esser messa in luce, e sarò bene anche dirla nel modo più chiaro. I
Diciamo dunque, chiaramente e senz'ombra di dubbio, che responsabile di quel rifacimento fortunato, se vogliamo, ma non lecito fu io stesso edi­tore del manoscritto menottiano. Vedremo quindi in quali circostanze e per quali motivi.
La clamorosa pubblicazione dell'ultima lettera del Menotti, scoperta quasi prodigiosamente in quei giorni, segnò, si può dire, il momento culminante d'una compagna giornalìstica contro il regime ducale modenese, che il Vannucci aveva incominciato alcuni mesi prima con una serie d'articoli sulTfa, * allo scopo
U M. Rosi, L'Alone odierno, Torino, 1926, voi. H, pp. 141-141.
2) A. SOLMI, Ciro Menotti e t'idea unitaria netl'insurrezione del 1831, Modena, 1931.
pp. 197-198.
3) C. SramutzoM, Storia del Risorgimento e dell'unità italiana, Milano, 1944. voi. II,
p. 466.
) G. SFORZA, la rivoluzione dal 1831 nel Ducato di Modena, Roma-Milano, 1909.
p. 256, nota.
5) Gli orticoli erano intitolati e Cronaca modenese degli ultimi tempi a o incomin­ciarono ad uscirò nel gennaio del '48. Intorno a mesto particolare dell'attiviti giornalistica del Vannucci si può vedere P. Rosso, Atto Vannucci, Torino, 1970, pp. 341-342. e si confrontino le precedenti pagine del eap. VI. Sull4/6a, in generale, ricordiamo il voi. di C ROTONDI, Bibliografia dai periodici toscani, Firenze, 1952, pp. 23-24.