Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno
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1974
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pagina
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349
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L'ultima lettera M C. Mmwul 349
di CAmUaUcro UuUri'tt annuii ti >'r.inr.< vi V* rievocando fl fusillo lini-' la figura
del u!t.< li lui o i folli del MIO governo. Riboccanti com'erano di Iristl <iumlr] e di aspri zludisi, quegli scritti avevano nitritolo scalpore In Tofano o panino moéo i governanti di Modena u prole* Iure, In viu diplomatica pretto quelli di Firenze. ' Protette tonni effetto, poro, epecialmento por II battagliero giornali-ala; e la rivoluzione italiana continuò II mio cammino, finché giunto la prima* vera a travolgere tonte vecchia cote, comproaovj, naturalmente, quella del Ducato auMro-cMenao.
Dimorava allora in Firenze Virginia Menotti, torello di Ciro, tornata dal l'esilio di Francia ** e tempre in attesa del giorno in cui lo sarebbe alato pottibile rivedere la terra natale, per onorarvi la tomba del glorioso fratello. Una piena comunanza d'ideali politici la teneva unita con un forte vìncolo di stima e d'amicizia al Vannucci, dopo che il comune amico Pietro Giunnone lo aveva indirizzato a lei;3' e indubbiamente i recenti articoli àcWAIbn le rinvigorirono ancor più quei sentimenti. Dal canto tuo lo scrittore nutriva ammirazione e rispetto per tutto la famiglio Menotti già da molti anni: probabilmente da quelli del tuo insegnamento nel Collegio Cicognini, in cui aveva avuto vicini ogni giorno, come convittori, Adolfo Menotti e i due fratelli Ricci,4) tutti vittime incolpevoli d'una grande tragedia.
L'occasione atleta da Virginia ai presentò nel marzo di quell'anno con la fuga da Modena di Francesco V, incalzalo dall'ondata rivoluzionaria che invadeva i suoi domini indifesi. Allora l'invitta esule potè metterai in viaggio verso la terra più cara al suo cuore e sciogliere un voto > che aveva fatto, in ore terrìbili, diciassette anni prima.
Il Vannucci l'accompagno; e così, accanto a lei, potè estere testimone di molte scene d'entusiasmo popolare, godendone con l'animo di chi aveva già studialo e celebrato come pubblicista i fasti del patriottismo modenese. Il 1 oprile, nel cimitero di S. Cataldo di Modena, dove t'era data una nuova sepoltura ai reati mortali del Menotti, egli pronuncio calde parole d*omaggio, di rievocazione e d'ammonimento; *' né mancò nel tuo discorso un particolare e commosso accenno a Virginia, allora inginocchiata e piangente presso il nuovo tumulo.
In quel porno la lettera di Ciro, come quella del suo compagno di supplizio, ti trovava ancora, ignorata da tutti, fra carte inesplorate d'archivio del cessato Governo. Si fece poi, nello stesso cimitero, il giorno 26 del mese successivo anniversario del comune supplizio un'altra solenne cerimonia, per onorare insieme i due martiri del *31; ma neppure allora le lettere indirizzate alle due mogli erano note.
Qui bisognerà chiarir bene la situazione del momento, per evitare il ripe-
i) Cfr. C. SILIMCABDI, Ricordi della vita e delle opera di A. Vannucci, in Rivista Europea, voi. XXXIII (1883). particolarmente alla p. 235.
2) Per questo accenno e per altri che lo seguiranno gioverà forse consultare: A. MoB-SELLI, Virginia Menotti, torwlla di Oro, In Atti e marnati* dalla Deputazione di starla patria per la antiche provincia modenesi, voi. XIII (1961).
3) In C. SILIKCAROI, Ricordi cit., p. 345, è riportata U lettera del Vannucci al Gian-none sull'argomento, che è dell'ottobre 1843.
4) Notizie e conndcrazioui sul Vannucci insegnante nel Collegio Cicognini tono in F. Rosso, op. il.: segnaliamo specialmente la p. 55.
5) Il diacono fu poi riprodotto per Intero nella cronaca giornalistica della cerimonia, e precisamente in L'Italia centrale, n. 1 (Modena, 4 aprile 1848),