Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO LETTERE; VANNUCCI ATTO
anno
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1974
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pagina
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352
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352
1 ii"i< u* Maturili
I ".pinti di Ideo di qumlrt iidlurn, apparvi) dunque nuVftifl*t**tt*lUi Mì'il gingilo ** un articolo, tema fintili intitolilo Ciro Montili ed owtoiolo vnlut od oooluro lo lumino** figuro del putrì olii. Lo scrittore, dopo ver aoposie lo Idto direttrici dolio preparealona rivoluzionaria condotto do Ciro* rievocavo la ioni colili o vibranti lo loti dell'azione e dolio raaslonoi l'opina, lotto nollo noti* del 3 febbraio, poi la resa o la prlglonlu, con lo suo eonWAnsaj fisirli* inorali, ino al tremendo tuppllsio eseguito Migli palli della Cittadella la fruttili dal 26 maggia. Al punto ((Insto della narrazione ora riportata appunto por la prima rolla la Intiera frìtta alla mobile dal condannato, ma poi non recapitata a ri* mota fin allora oconoociuln ed inedita.
Quell'articolo, coma **o accennato gli, era Moto scritto da Atto Vano ucci. Basterebbero o farlo pensare la opoclalo collaborazione che egli dava al giornale, lo alile della prosa, e anche gli articoli da luì procedentemente pubblicati ani VA Ih a; ma c'è di più. Chi desideri, cioè, una prova dirotta e inconfutabile legga le pagine dedicale al Menotti nei Martiri tirila libertà e vedrà con quanta abbondanza vi ricorrano parole* frani e interi periodi dell'urli colo suddetto: segno evidente che in entrambi i casi chi scrìsse era la medesima persona.
Sull'autore della pubblicazione giornalistica, dunque, non rimane alcun dubbio. Per conseguenza si debbono ritener sue anche le modificazioni fatte al testo del manoscritto mcnottiono, essendo impensabile che il Vantinoci penne*-tease ad altri d'eseguire un'operazione di quel genere, delicata e quanto mal personale. In un documento che era tato affidato a lai perché ne focosa e la più degna presentazione a tutti gl'Italiani. Per tale impegno l'antico insegnante di uni unì ià. il dotto ed elegante scrittore, il letterato chiomato di recente a far parte dell'Accademia della Crusca, non sentiva davvero bisogno d'aiuti!
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Quale uso poi egli facesse della facoltà ricevala ai può vedere facilmente, confrontando la lenone dell'autografo, oggi ben nota, con la lettera stampata nel 1818 e rimasta per moltissimi anni immune da sospetti d'infedeltà* Diciamo subito che le impressioni provenienti dal confronto non sono affatto favorevoli all'editore, capace di rimaneggiare, talvolta anche deformandolo, un documento tanto importante per la storia quanto sacro per il sentimento amano. Effettivamente il Vannucci ebbe il torto di dare come scritte dal Menotti espressioni manierate, tratte dal proprio cassetto di professore, e anche qualche idea diversa da quelle del manoscritto: così la storia cessava d'essere l'antica, severa fottìi temponan per far posto a invenzioni più o meno gratuite- Strana cosa vera-monte, per un nomo di cultura, dal quale la storia fu sempre amalo fervidamente, e poi servita, in tanti scritti, con coscienza pari all'amore.
Ammettiamo anche noi che non manca al Vannucci qualche elemento che attenua il ano errore. Non gli fa certamente torto, ad esempio, il desiderio di
I) Ciac nel n. 4 del giornale, che aveva incominciato le sue pubblicazioni quotidiane U giorno 8 agosto di quel mese. Il Vannucci, dopo aver lavorato appassionatamente per la fondazione dcll7n/?esuoiie, contribuì molto olla sua attivila, pubblicandovi in appendice a latto quello che poi divenne il famoso libro dei Martiri. Cfr. F. Rosso, op. cif., p. 354 e aca>, e, per quel quotidiano ìn particolare, C. ROTONDI, Bibliografia eh., p. 43.